BLOG : La voce di quasi tutti

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Dic
20

« Chi strilla chi bela chi raglia »


Nel mio paesello vicino alle Gallie, visto il periodo gramo e la longa mano del fisco rapace, fanno la fila per prendere i loro poveri euretti, per portarli in Costa Azzurra a prendere un po’ d’aria balsamica.
Ma anche quelli longobardi non sono da meno, i vecchi pensionati spalloni, sono ritornati in piena attività, ormai non è solo la vecchia e cara isola del cucù ma anche da Cecco Peppe e da zio Tito ; gli euretti sono bene accolti.
Il monito dell’ultimo baluardo istituzionale, che anche gli abbienti alias chi ha le pezze la dove non batte il sole e finisce la tunica, deve partecipare alla salvezza del suolo patrio, non ha riscosso consensi.
E per forza quando leggi, che in notte fonda spernacchiando la crisi degli altri,
«Il consiglio regionale del Lazio lavora di notte per accrescere i privilegi della casta La Polverini ha commentato: “Abbiamo corretto un’anomalia”, prospettandolo come qualcosa di ineluttabile e immanente come il destino» . Anche ‘ zi prete’ avrebbe smoccolato, e per magno gaudio della plebe cenciolosa e ciuca, l’apprendere che il sindaco/deputato cispadano, per un sussulto d’orgoglio si dimette da deputato per fare il sindaco ma intanto incamerare il vitalizio ; qui parte un rosario degno di un camallo genovese.
Poi che dire del vocio delle beghine, pro e contro l’ICI della parrocchia, nella loro semplicità di pensiero si trova la giusta interpretazione, è disarmante per la chiarezza ma non per i politici e tecnici, tutto paghi fuorché parrocchie ed oratori.
Mai belati più forti ci vengono dalla triplice, afona nel governo patonzesco di cui alcuni godevano di cene conviviali, adesso come certi partiti a caccia di novella verginità, il classico esempio di chi per far dispetto alle moglie se le taglia.
Ma i ragli migliori,ci vengono dall’isola Sant Elena di quel d’Arcore, il defenestrato rais lancia moniti per un suo ritorno sul proscenio, chiesto a gran voce dai suoi peones ed aficionados ; in effetti nel bordello ci si divertiva tutti, adesso dai giornali ai satirici sono in crisi d’astinenza patonzesca.
Ma in tutta questa cacofonia squilla forte il dissenso ed il malumore degli italiani, vabbè farci il mazzo per i sacrifici, ma quando è che c i fate vedere che spelate anche i soliti noti, giusto per sapere le frequenze TV ed i soldini inguattati in Svizzera.
Altrimenti è troppo facili ruspare nell’orto dell’ortolano e lasciare tranquillo il fattore , questo è facile persino agli zii dei sindacalisti e poi figurarsi erre moscia che lui, dopo che ne ha sparato manovre a bizzeffe senza costrutto, critica gli altri.
Siamo decisamente un paese rurale, all’epoca qualcuno faceva le battaglie del grano, adesso fanno solo quelle di salvare la grana e non è parmiggiano.

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