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Nov
25

« Derive italiche »


Manco è stato messo in piedi il governo tecnico, ed eccoti le giaculatorie del conflitto d’interessi ed a far le pulci nel più recondito pertugio, forse si sono dimenticati di qualcuno che per 17 anni ci ha vissuto, imperato ed ingrassato con il conflitto di interessi ; unico caso da guinness nel mondo civile.
Mentre le borse e lo spread sfarfallano, con evidenti segni di una macroscopica speculazione, i vari governi cercano di metterci una pezza e tentare le solite strade d’uscita ; rigore nella spesa pubblica e spennare meglio i contribuenti.
Nel nostro ‘bel paese’, l’occupazione la risolviamo con la chiusura dello stabilimento Fiat di Termini Imerese, un altro pezzo importante della nostra industria che sparisce; il tutto a beneficio di pochi intimi che hanno fatto della Fiat carne di porco ma con il beneplacito dei vari governi.
Dopo il lontano “mani pulite” del buon che c’azzecca, siamo al sequel “ mani zozze la vendetta”, la corruzione è diventata pandemica, il giro delle mazzette un vero tourbillon di cash che si spande a pioggia su persone e partiti politici.
E’ il caso di dire che il più pulito c’ha la rogna, non bastano i rimborsi elettorali ed ai giornali di partito, ma hanno bisogno di un rinforzino alle prebende che non guasta mai ; e poi per accontentare con qualche incarico o poltrona gli amici della parrocchietta.
Ma essendo bravi non ci facciamo mancare niente, anche una bella deriva sull’evasione, la lista del novero dei furbetti si allunga sempre di più, eclatanti esempi quello che viveva nella fame più nera con solo 6 euro ma ne aveva dimenticati solo 65milioni di eurini ; ma anche tra i “vippete” i casi non mancano anche se messi in sordina come certe maxievasioni.
E per recuperare qualche spicciolo che s’inventano e tentano di farlo, la tassa sugli animali domestici considerandoli un bene di lusso! Ma già i cittadini pagano profumatamente una pletora di parassiti, ne vogliano aggiungere altri, che non fanno compagnia e danno il loro affetto disinteressamente.
La lista delle “derive italiche” sarebbe ben lunga, metterne freno, per il governo Monti, è alla stessa stregua di camminare sulle acque, ma non del Mar Morto, bensì su quelle infide italiche, sabbie mobili pronte a fagocitare chiunque ne ostacoli i propri interessi, combattere come il Don Chisciotte contro la longa mano del malaffare tanto criminale che dei colletti bianchi.
Per cominciare a raddrizzare la barra italica, questo governo dovrà far memento sulle parole di padre Anfuso, parroco di Termini Imerese, intervenuto dal palco davanti ai cancelli della Fiat. «Sono qui per dire che un uomo senza lavoro è un uomo senza dignità».

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