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Nov
24

« Idiosincrasia all’etica »


Mentre abbiamo altre gatte da pelare, invece di adoperarsi a qualcosa d’utile e costruttivo, i nostri beneamati parlamentari hanno ritenuto urgente salvaguardare la loro privacy in Parlamento, difatti dal prossimo 29 novembre, entrerà in vigore per i fotografi norme più stringenti sulla tutela della privacy dei parlamentari (sic!), e dovranno impegnarsi a rispettare, tale bavaglio fotografico, sottoscrivendo un codice di autoregolamentazione.
Orbando di fatto, gli elettori, che non potranno più vedere quei ‘signori’ lautamente pagati, passare il loto tempo con le amenità informatiche facendosi una giocatina a scopone o visionare qualche sito patonzesco ; ne tanto meno vedere i ‘pizzini’ o ‘note’ pruriginose; per averne un idea date un occhiatina a queste foto.
Per essere ben più chiari dovranno firmare ,col sangue, il patto che :
“Il sottoscritto si impegna a non utilizzare strumenti di ripresa fotografica o visiva per cogliere gli atti o i comportamenti dei deputati e dei membri del governo presenti nell’aula della Camera che, non risultando essenziali per l’informazione sullo svolgimento dei lavori parlamentari, si risolvano in un trattamento di dati personali non consentito. Il sottoscritto si impegna, in ogni caso, a non diffondere e a non conservare immagini di tali atti o comportamenti eventualmente colte”.
il presidente della Camera , ha puntualizzato : ”i deputati sono personaggi pubblici e l’Aula e’ un luogo pubblico, equiparabile ad una piazza, per cui non si può evitare che venga fotografato, ad esempio, un deputato che dorme sul banco o che si metta le dita nel naso” ; mentre per le comunicazioni tra i parlamentari : ”intercettare le comunicazioni in qualsiasi modo non può essere permesso”/i>.
Ovviamente, verrà istituita nei scantinati del Parlamento apposita stanza per i trasgressori, subendo le dieci frustate per foto quasi innocenti, oppure al giro di ruota per foto compromettenti (vedi siti porno) ; per i recidivi il taglio delle mani, a tal uopo verrà indetto un concorso per la nomina di un mastro Titta, di papalina memoria.
Non si sa se ridere o piangere di questa classe politica, ma di certo non ha perso l’arte circense di berlusconiana memoria, non fanno ridere con le barzellette ma con i loro comportamenti ; dovremo ben ricordarcene al momento delle elezioni.
Sperando sempre che si riesca a cambiare la legge elettorale, altrimenti dovremo ancora sorbirci questa compagnia da Bagaglino, e pagarla per non farci nemmeno ridere.

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