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Ott
24

« Il paese del bengodi »


Ne abbiamo viste e sentite di tutte, ma un condensato di frescacce ammannite durante la trasmissione “In onda” sulla 7, da parte del Feltri e del suo fido scudiero Porro , ci ha fatto rivivere gli scheck del Bagaglino per loro risibilità.
Il tema era : “ Rabbia ad alta velocità”, ma tralasciando le varie disquisizioni, quella che ha rimarcato il contesto, è stata che lavoro in Italia ce n’è a iosa ma non vogliono farlo; o meglio cercano di sceglierlo evitando a sua detta ‘lavori umili’ ; e poi dulcis in fundo in Italia nessuno è morto d’inedia, viviamo tutti alla grande e ce n’è d’avanzo.
L’infeltrito, con look da nobile inglese, racconta dei tempi antichi del dopo guerra quindi di ben 65 anni fa, e con contorsionismi degni del miglior politichese, cercava di farne un confronto ai tempi attuali.
Forse l’orologio dell’evoluzione gli si era fermato, ma per essere precisi ad oggi siamo in totale involuzione, quello che si era riuscito a fare con il boom degli anni ’60, le politiche sindacali ed il governo, che aveva una certa etica, avevano riportato a galla il paese.
Senza dimenticare, che il piano Marshall del 1947, fu da volano per la ripresa del nostro paese tormentato dalla guerra mondiale e da quella di liberazione, il bravo ed esimio direttore narrava un fatto degno del libro Cuore di deamicisiana memoria, scolaretti smunti e dall’aspetto macilento portare la legna a scuola per le stufe.
Benché coetanei, non mi sovviene che nelle scuole elementari italiche all’epoca si portasse la legna, so di certo che oggi negli asili, elementari ed altro ; i genitori portano da casa carta igienica e prodotti per la pulizia , le mense stentano a fornire il “rancio” ai pargoli, mentre qualcuno con una manciatina di euri s’abbuffa al ristorante riservato ai ‘parassiti’.
Oggi rispetto ad un passato remoto, i giovani, ne hanno ben donde di manifestare che gli si è rubato il loro futuro, se non sei di un certo ceto non puoi andare avanti, se la famiglia fa dei sacrifici per tentare di dare un istruzione è ormai alla canna del gas.
Ieri come oggi non sono pochi i giovani che ‘lavoricchiando’ spremuti come limoni, si pagano in minima parte la sopravvivenza agli studi ; gli altri vanno mendicando un lavoro con la raccomandazione di qualcuno, paritetico ai tempi della DC e Pci; ergo niente di nuovo sotto il sole.
Ma ha omesso platealmente, che gli esempi che da questa classe politica oltre alla corte dei nani e ballerine, hanno contagiato una parte dei giovani del nostro paese ; che pensano ad avere il loro futuro in una delle tante trasmissioni trash o di essere disponibili alla corte di qualche rais politico.
La meritocrazia, è emigrata come tanti altri giovani in paesi dove ancora ha un peso e valenza, da noi è quasi una frescaccia pensare che possa essere presa in considerazione.
Esilarante la Sua affermazione, che in Italia non ha mai visto qualcuno morire di stenti sul ciglio delle strade, ma ha mai visto la fila alla Caritas per un piatto caldo ? non ci sono solo i clochard o profughi, ma anche gente comune italiana e sono ben oltre 8milioni che vivono in condizioni di povertà ; ovvio che per Lei che vive nella ‘grascia” dall’alto della sua condizione privilegiata, non può accorgersene, un po’ alla Maria Antonietta con la storia delle briosces
Caro ‘direttore’, lei è la classica vivente espressione di un vecchio detto romano : “panza piena nun penza a panza vota”; ed ha preso il vizietto di qualcuno a cui piace la pletora di cortigiani ossequienti ; ma purtroppo per Lei l’Italia è decisamente diversa da come la pensa.

Se vi va di vederla …

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