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Nov
09

« Il Vincitore é un Sognatore che non ha mai mollato»


Berlusconi: «Se devo, morirò in Aula»
A volta la storia si ripeta in un altro modo..ma..anche lui entrerà nella storia !!!
Titolo e seguito non è mio, ma di una cara amica di Facebook giornalista A.C.R. (per privacy solo le iniziali). Ormai di paragoni dello ‘zar patonza & biscazziere (vedi Report)’ ne abbiamo fatti milioni tanto in Italia che all’estero, vive di luce propria nelle vignette intergalattiche,
da vedere, ma quella di accomunarlo al grande Caio Julio Cesare mi pare eccessiva.
Non mi sembra che abbia portato a Roma , alias Italia, le stesse fortune e la stessa grandezza che ha lasciato un segno profondo nella storia romana, ne tantomeno ci ha lasciato qualche ‘de bello’ da leggere, forse qualche canzoncina dell’Apicella o delle sue performance priapesche.
Al contrario ha lasciato una traccia, tipo lumacone, di tutte le leggi e leggine ad personam ; delle varie gabole che ha raccontato di persona ed in Parlamento, tentando in tutte le salse di farle credere, da bravo televenditore che è.
Il ricordo più evidente che ha marchiato il paese, è quello di aver mentito al paese della grave crisi che stava ad abbattersi sui cittadini, di aver mercificato le istituzioni a suo uso e consumo, di aver perduto la nostra credibilità per il suo fare da clown ; trasformandoci in un paese d’operetta per le sue gaffe ed insulse barzellette.
La sua corte di yes-man e lacchè, oltre a nani e ballerine, non ha certo dimostrato la sua levatura politica ne tantomeno personale ; non ci scordiamo il grido d’allarme che lanciò sua moglie, il degradarsi della sua situazione lo abbiamo sotto gli occhi tutti.
Quest’ultima avventura, che s’è consumata ieri in Parlamento, è il segnale forte e chiaro del suo disfacimento personale politico, se pensava che il mondo ruotasse intorno a lui pronto a soddisfare ogni sua desiderata, ne avuto la riprova che non è così ; esiste ancora un sussulto d’orgoglio per non farsi corrompere da questo modo d’asservimento.
Adesso, non ci sono le Idi di Marzo e ne tantomeno una congiura, ma solo la caduta di un sistema che non ha niente a vedere con le istituzioni italiane, una consorteria d’interessi e cialtroni nominati ma non votati ; forse sarà una Pasqua tardiva per far pulizia chissà ?
Sino adesso è stato aggrappato alla poltrona come una cozza sullo scoglio, ora grazie al cielo se andrà a fare l’imprenditore miliardario a spasso nelle sue aziende, riposarsi nelle sue ville, e d’organizzare cenette conviviali senza più l’assillo delle intercettazioni ; frequentando il suo ‘milieu’ personale.
Quanto all’entrare nella storia, sarebbe più il caso della damnatio memoriae, perché non c’è stato niente di storico, se non il negativismo istituzionale ed il decadimento dei costumi.

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