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Ott
21

« Sic transit gloria mundi »


Con questo epitaffio, al dittatore libico pluriquarantennale, l’altro piccolo dittatore, tanto di fama che di statura, ne enunciava lapidariamente la sua dipartita.
Resta di capirne il senso dell’esternazione, in italiano : “Così passa la gloria di questo mondo”, e quale sarebbe la gloria di questo plurimiliardario accusato di genocidio del suo popolo ? E’ stato l’esempio della corruzione e del terrorismo, ha usato le sue risorse energetiche tanto a fini politici che a fini di lucro personale.
La primavera araba, denominata la rivolta dei gelsomini, partendo dall’Egitto a via via esautorato i vari dittatori e potentati del continente africano, una sorta di liberazione non coloniale ma dittatoriale ; che per decenni ha sfruttato il suo popolo.
Adesso anche il popolo libico avrà il suo problema di come costruire un paese democratico con la sua costituzione, ma come gli egiziani, tunisini ect., inizia una nuova storia di ‘libertà’, ci vorrà tempo ma essendo un popolo libero vivrà senza più le catene dell’orrore.
Da parte italica, tutti ad ergersi sul cavallo bianco di mussoliniana memoria, come artefici di questa vittoria, dimenticando certi piccoli eventi che ci hanno resi risibili sino alle più remote tundre subpolari.
La famosa foto del baciamano, massima espressione dell’appecoronamento, accampamento in quel di Roma con carosello a Piazza di Siena, e per soprammercato le quasi 500 ragazze convocate per una lezione sul Corano; uno show della bassezza all’etica istituzionale.
Ma la migliore in assoluto, nel pieno delle azioni franco-inglesi in Libia e dei rivoltosi, è stata quando è intervenuto al telefono durante un incontro del Pdl a Cosenza, alla richiesta se avesse sentito il Gheddafi ha risposto : «No, non lo ho sentito. La situazione è in evoluzione e quindi non mi permetto di disturbare nessuno».
Ovvio che in campo internazionale se ne sia tenuto conto, anche se dopo si sono dati la briga per salvare almeno la faccia, una certa ‘omissione’ da parte di Obama nei ringraziamenti a chi aveva partecipato a questa liberazione, la diceva lunga e pesava come un macigno.
L’Africa, con questa ‘primavera’, ha portato alla caduta ed al traballamento, di ben sette dittatori li lungo corso, l’anno 2011 è stato per loro un rinascere da popolo libero, grazie alla volontà popolare senza bisogno di orpelli politici o sindacali.
Purtroppo per noi siamo e resteremo ancora a lungo nell’inverno crepuscolare di decadenza tanto istituzionale quanto di rappresentanza, come ha detto Margherita Hack: «Siamo sotto una morbida dittatura» ; ma sta cominciando a rendersi sempre più oppressiva e demagogica.
Quando un cittadino legge : Soldi, auto ed elicotteri Niente tagli, siamo politici ; e sente dire dal solito mentecatto cispadanverdognolo :” Gheddafi un vero rivoluzionario, la sua è morte gloriosa. Onore al templare di Allah!” ; inutile aggiungere le esternazioni ‘patonzesche’ quotidiane accompagnate dai ronfii cispadani.
Anche perché la volontà di oltre un milioneduecentomia di cittadini vuole il referendum, il ‘rais patonza’ esterna : “Siamo disponibili ad approvare una modifica che renda inutile il referendum” sulla legge elettorale, inserendola nella riforma dell’architettura dello Stato”.
Altro che primavere dovremmo fare almeno quattro stagioni, come gli armadi, e forse nemmeno bastano.

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