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Lug
20

« Storie di ordinario mercimonio »


Ormai siamo abituati, che il modus operandi di questi ultimi tempi è il “mercimonio”, ogni volt anche la maggioranza doveva galleggiare I bravi cispadani a stabilirne il prezzo oppure trovare lo scilipotiano di turno.
Adesso, c’è l’ennesimo evento di proteggere la “casta” ; stigmatizzato, dall’ormai bollito premier, : «Sono contrario ai processi in aula. La carcerazione preventiva per un parlamentare sarebbe un gravissimo precedente che non deve verificarsi».
Forse un parlamentare “nominato “ e non “eletto”, gode di un impunità totale, una sorta di lasciapassare per commettere qualunque nefandezza civile e penale ; e se per caso viene inquisito dalla magistratura, ecco spuntare per incanto il “fumus persecutionis” made di Paniz e Circens.
Il gran capo della lega ha subito tuonato : «in galera», per poi piroettare in : «non si manda in galera uno prima del processo» ; esternazioni che hanno mandato in fibrillazione il monarca d’Arcore che, dopo il colloquio con il Presidente Napolitano, s’è organizzato una cenetta coi leghisti nella sua villetta quadrifamiliare.
Che ci fosse in aria qualche “magheggio” s’è capito dalla sua asserzione : «Con Umberto parlerò io, lo conosco bene. E vedrete, lo convincerò della necessità che questo governo ha bisogno di andare avanti» ; ergo, quale sarà la merce di scambio per salvare il manipolo d’imputati dalle grinfie della giustizia ? Al momento non ci è dato di sapere, ma prima o poi verrà fuori.
Non si rendono conto che hanno tirato troppo la corda, che ormai i cittadini/elettori, ne hanno piene le scatole dei loro teatrini o meglio dei loro mercatini, la finanziaria ha devastato l’intera società produttiva , precari ed i pensionati ; ma loro imperterriti nella loro supponenza di potere.
Dalla loro hanno la fortuna che al momento c’è una diffusa apatia mista di malcontento, ma il passo è breve per una “jacquerie” ( termine francese ormai entrato nella terminologia storica usato per indicare un’insurrezione contadina spontanea priva di una preparazione politica e rivolta, di norma, contro il nemico più immediato; spesso il castello del signore locale o l’ufficio di registro catastale e tributario. Fonte Wikipedia).
A forza di tirar la corda si spezza ed adesso siamo proprio al limite, le prime avvisaglie sono le migliaia di persone imbelvite a leggere le loro laute prebende con annessi e connessi, trovarseli in piazza il passo è breve, con l’aggravante che questa volta non sarà il solito berlusconismo ed antiberlusconismo, ma sarà solo e soltanto contro la casta.

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