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Ott
10

«Bipolarismo ? antinomia italica»


Mentre orde barbariche, quali quelle bolsceviche dell’opposizione, quelle clericali della chiesa e quelle padronali della Confindustria, chiedono al “piccolo padre della patonza”, nulla a che vedere con il piccolo padre della Russia alias Stalin; di andarsene a godersi i suoi miliardi in una delle tante ville sparse nel mondo, i vari politici/politicanti stanno a menarsela quale sarà il nuovo partito e/o coalizione. E’ chiaro che lo pseudo bipolarismo è morto ancor prima che nascesse, è stato un corpo estraneo al modo di fare e vivere la politica all’italiana, un contenitore per metterci dentro quelle che hanno vinto le elezioni ed i loro nominati, nulla più.
Difatti le componenti, del cosiddetto governo, sono i peones del “capo supremo” che sa coccolarli e vezzeggiarli, e loro fanno di tutto per avere l’ « histrionalis favor » ; partendo dal Svp, Lega, Gruppo Misto, Responsabili, ognuno ha avuto il suo tornaconto; non per fede politica ma per puro interesse.
E questo sarebbe il primo contenitore, in quell’altro ci troviamo il PD, l’Idv ed Il Sel e qualche frangia del Gruppo misto ; specularmente conforme all’altro nelle forme e contenuti ; ma esiste un altro vasetto che saltella tra i due poli il neonato “Terzo Polo”.
Ergo un ‘tripolarismo’, perché nel Terzo Polo ci albergano l’Udc, l’Api ed il Fli, che sono dediti alle larghe maggioranze o alle astensioni, a seconda di dove spira lo vento.
Quindi mentre fumigano le meningi dei politici, se o non se metter mano alla riforma elettorale o meglio fare le elezioni, per evitare il procelloso avvicinarsi del referendum ; resta da chiedersi ma chi sono i partiti a rappresentare l’elettorato ? il solito coacervo per cercare di prendersi qualche manciata di rimborso elettorale oppure dei partiti che hanno la presenza sul territorio e dei rappresentanti presentabili oltre ad essere credibili ?
Bella domanda, forse ci vorrebbe una soluzione già applicata altrove, in primis le primarie che gli elettori e non le segreterie votano il loro leader di partito ; poi la votazione con due turni mettendo la soglia di sbarramento al 5%.
Al secondo turno le coalizioni, con l’esclusione di chi non ha superatola soglia, per avere due schieramenti ben contraddistinti, i cui componenti sono votati dal popolo e non nominati ; ma ancora prima una bella sfrondata a Parlamento e Senato ; nelle persone e sue strutture.
Strutturando la rappresentanza per Regione, ed il candidato dovrà effettivamente risiederci, non si può vedere l’anomalia del milanese eletto a Palermo o il napoletano eletto a Bolzano, ne tantomeno listini ‘chiusi’ per favorire odalische o faccendieri.
Pertanto l’antinomia del bipolarismo, alias il paradosso dei partiti, avrebbe fine ritrovando una sana contrapposizione tra rappresentanti effettivamente eletti dai cittadini ; si potrebbe dire un ritorno al passato,forse, ma con delle regole veramente democratiche si può tornare ad essere un paese libero e credibile.
Ma con l’aria che tira, forse fra qualche generazione si vedrà l’Italia rinnovata, adesso è troppo incancrenita da questa nebbia mefitica, ci vorrà tempo con le finestre aperte per avere una nuova aria pulita.

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