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Mag
12

«Dopo i Savoia, Re Silvio d’Arcore»


“Arcore est imperare orbi universo”, questa è la più segreta ambizione che nutre da tempo l’immaginifico B, la sua boutade a Crotone: “Più poteri al premier, meno al Colle”, la dice tutta, è ormai ossessionato dal potere una vera e propria bulimia che sta manifestando con questo governo.
Non è una campagna elettorale per le amministrative, ma bensì un tormentone che si svolge in tutta l’Italia, la sua presenza nei vari palchi sono vere e proprie rappresentazioni teatrali, sembra di vedere il Nerone di Petrolini, con i suoi laudatores a sperticarsi d’applausi e cantici votivi al loro nume tutelare.
E’ pur vero che siamo una repubblica democratica ed ognuno può esprimere il suo pensiero, ma mai si era visto e sentito che un presidente del consiglio attaccasse così sfacciatamente le istituzioni dello stato, un esempio calzante il vaniloquio : «Bisogna cambiare la composizione della Corte costituzionale, cambiare i poteri del presidente della Repubblica e come in tutti i governi occidentali dare più potere al presidente del Consiglio e al Governo. Questa riforma è indispensabile e la presenteremo presto in consiglio dei ministri»
Un novello Giulio Cesare, che ambisce alla “dittatura” formale e sostanziale, allargare la sua coorte scilipotiana, facendo fumus politico con : «Dopo le amministrative, il centrodestra presenterà una grande legge di iniziativa popolare proponendo il dimezzamento del numero dei parlamentari della Camera e del Senato. Non tutti saranno contenti fra i parlamentari, perché è come chiedere ai tacchini di raddoppiare il Natale, ma noi procederemo in modo scaglionato».
Il monito del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è quanto mai evidente : «Mi auguro un’Italia più serena, meno lacerata, meno divisa dove la lotta politica non sia una guerra continua e che ci sia rispetto tra le parti che fanno politica e che competono per la conquista della maggioranza alle elezioni» ; ma sono solo parole gettate al vento, perché non c’è peggior sordo di quello che non vuol sentire.
Ormai gli italiani hanno visto di tutto è di più, ma sicuramente un degrado istituzionale di questa portata, le attuali generazioni, non lo avevano mai visto ; il liberticidio dell’etica politica, il mercimonio come mezzo ; ma ancora peggio l’amoralità che, a detta di una parlamentare, dovrebbe essere presa ad esempio.
Cerca di avere ed ottenere ancor più consensi, solo grazie ai suoi mezzi, basta vedere a Milano, come a detto Bersani : «la proporzione della spesa per la campagna elettorale tra Moratti e Pisapía è di undici a uno» ; oltre a tutto il resto di cui dispone persino della televisione di Stato, dove su Rai1 ha tracimato di brutto.
Vedremo come andrà a finire, ma se le premesse sono come lo scontro tra la Moratti e Pisapia su Sky, di usare il sistema Boffo agli ultimi secondi, bè non c’è d’aspettarsi niente di meglio che non un infinito scontro tra contumelie ed insinuazioni ; un bell’esempio di politica attuale

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