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Set
27

«Fenomeni da baraccone»


Ormai dobbiamo rassegnarci, le boutade di questo governo oltre a far sorridere l’Italia intera, sollazzano non poco anche quella estera, ogni due per tre qualche idea balzana salta agli onori della cronaca, spacciandola come toccasana miracoloso per il paese.
Per sviluppare l’economia, ormai ridotta al lumicino per incapacità e tante chiacchiere, dalla Pubblica amministrazione spunta fuori la genialata, sotto l’egida di «semplificare la vita a famiglie e imprese», il nuovo certificato omnia comprensivo sarà l’autocertificazione ; questa nuova misura dovrebbe eliminare completamente i certificati nei rapporti con la P.A. per sostituirli con autocertificazioni. Toccherà alle pubbliche amministrazioni ed ai gestori di pubblici servizi sarà lasciata solo la scelta fra acquisire d’ufficio dati e informazioni o accettare le autocertificazioni ; quindi come nel medioevo si faranno le dichiarazioni sull’onore, con tutte le incognite che ne conseguono. Dal ministero, spiega all’umana gente, la lieta novella : «la certezza dei dati non diminuirà ma verrà semmai rafforzata: invece di chiedere al singolo imprenditore di fare il fattorino tra le amministrazioni, saranno infatti queste ultime a procurarsi direttamente presso gli uffici competenti la documentazione richiesta. Tant’è vero che le amministrazioni certificanti dovranno individuare un ufficio responsabile per tutte le attività volte a gestire, garantire e verificare la trasmissione dei dati o l’accesso diretto alle informazioni da parte delle amministrazioni procedenti».
A questo punto non si sa se ridere o piangere sulle nostre disgrazie, ma la mazzata finale ce la regala il “sommo ministro” svelando che le vitamine per l’economia sono di : «vendere, vendere, vendere dagli asset pubblici non strategici a tutto quello che non serve e non rende. Si deve semplificare, la vita delle famiglie e delle imprese eliminando i certificati inutili. Si possono fare tante riforme che non costano».A questo punto sdraiati a pelle d’orso perché soverchiati da queste calamità, ci si pone la domanda : “ma che abbiamo fatto di male per avere questo branco di nominati? ”, ai posteri la risposta. Ma quella più caustica è un (ANSA) : “Brunetta ha detto una verità e gli va dato atto. A questo governo il certificato antimafia non serve perché dovrebbe applicarlo prima a se stesso”. Così Antonio Di Pietro, a Isernia, ha commentato la “rivoluzione Brunetta” per l’abolizione di tutti i certificati, compreso quello antimafia. “All’interno della compagine governativa – ha proseguito Di Pietro, a margine dell’incontro per la presentazione della Lista IdV alle regionali del Molise – c’é un ministro accusato di mafia che fra poche ore verrà riconfermato ministro da questo governo.”
Stavolta “che c’azzecca” c’ha azzeccato o no ?.

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2 commenti

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    Giuseppina Cassini scrive:

    Pulizia, pulizia, e poi ancora ……pulizia!

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    Cettina de Giosa scrive:

    C’ha azzeccato!

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