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Ott
12

«I mercanti della poltrona»


Sembra che siamo governati da qualcuno con problemi d’afasia, ogni giorno si sentono e si leggono proclami, ettolitri d’inchiostro sui giornali, centinaia di pagine in rete ; ma di fatti concreti nemmeno l’odore, come se fossero degli ologrammi evanescente.
Le borse altalenanti ad ogni dichiarazione più o meno reale ma alle più volte decisamente non fondata ed incauta, facendo ingrassare vieppiù gli speculatori, che la stanno facendo alla grande in questi ultimi anni.
Parlare della situazione italiana, ormai è il lamento di Giobbe, dire che qualcosa stia andando per il verso giusto è puro eufemismo ; Confindustria e sindacati lanciando strali e fanno gli attendisti ; l’opposizione vagola, come Diogene e la sua lanterna, nel buio delle loro idee fantasiose.
Il fantomatico Decreto sullo Sviluppo, alias Finanziaria, si arricchisce con delle trovate degne del miglior avanspettacolo, tra le tante la vendita di 1milione di case popolari ad altrettanti inquilini per un ricavo stimato di circa 30miliardi ; ma se stiamo con le pezze al culo, di grazia gli inquilini dove li trovano i soldi o un mutuo ? non ci è dato di sapere.
Poi una mini patrimoniale, per non scontentare troppo gli amici dello zar patonza, sembrerebbe quasi di vederlo girare con il sacchetto per le elemosine tra una mega villa e un mega yacht, e ramazzare qualche milioncino a malapena.
E che dire del paventato condono fiscale ed immobiliare, un vero e proprio insulto a quei poveri fessi della busta paga o della pensione, quelli sono solo da mungere ; invece di andare a prendere, dove sanno bene, i milioni e milioni di tasse evase.
Invece, i mercanti della poltrona, passano il tempo a parlarsi addosso, per consolidare la poltrona che hanno e quella che dovrebbero avere in un futuro, sperando che sia molto prossimo e non remoto ; i giochi di palazzo ormai sono frenetici e di rodimenti piedellini sono al calor bianco.
Ma il grosso problema è che a chiudere quest’ennesima avventura ‘patonziana’
anticipatamente, scontenterà almeno quattrocento poltrone di primo pelo, che resteranno senza l’agognato vitalizio ; che ovviamente non si tocca, loro mica fanno parte dell’Italia in crisi.
A tutto questo, s’aggiunge lo spettacolo indecoroso del mercato politico per scegliere chi sarà il Governatore della Banca d’Italia, ridda di nomi e di preferenze ma tutti lo vogliono col requisito che farà i loro interessi ; un vero e proprio squallore istituzionale.
Intanto sottobanco, elucubrano una riforma elettorale ‘ad personam’, per mantenere il bipolarismo con l’ovvio obbligo che decidono loro chi nominare, mica eleggere.
I primi venti di guerra sono stati ieri con la bocciatura alla Camera, benché presente tirato a lucido non ha convinto i suoi peones ad esserci tutti, e persino delle assenze pesanti vedi il Bossi o il Tremonti in particolare il suo fido Scilipoti ; dovrà accelerare i tempi della tele offerta di poltrone.

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