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Set
30

«Il governo di “Peppe er buciardo”»


Sembrano passati secoli da quando, con una faccia tosta senza pari, ci raccontavano che la “crisi” era degli altri da noi tutto andava bene e sgavazzamo allegramente nel paese delle mirabilia; banche iperfloride, lavoro per tutti, le aziende erano tutte in piena attività, i pensionati felici e contenti a giocare a tresette. Fatto sta che la gabola è durata ben poco, da una aggiustatina ai conti, siamo passati alle finanziarie di Penelope, da poche decine di miliardi ad una montagna inverosimile.
Poi il segreto di stato sulla famosa lettera della Bce, tenuta nascosta quasi smentita per poi essere ammessa a mezza bocca
(lettera integrale in italiano).
A quanto pare il “contabile” del cavalier patonza, sì era perso qualche conticino nel bilancio dello stato, il buco c’era e si allargava a dismisura ; ma purtroppo le guerre di palazzo non aiutavano certo a trovare una soluzione.
L’unica certezza era sempre quella più facile, tagli lineari dovunque ed aumentare le imposte, la vera riduzione dei costi della ‘amministrazione ed in particolare per quelli della casta, manco a parlarne.
La tarantella tra governo, opposizione e sindacati ; sta proseguendo allegramente, senza trovare il bandolo della matassa, tutti pronti a fare qualcosa ma prima se ne deve fare un’altra, il classico gatto che si morde la coda.
A tutto ciò la lotta tra consorterie per la poltrona della Banca d’Italia, che doveva essere immune dalla nefasta influenza della politica, adesso ognuno vuole il suo “protetto”,come se fosse un atto dovuto per meriti chissà quali.
Ormai è il degrado più profondo del governo, che sopravvive al mercimonio del voto di scambio o comprato, difende senza alcuna vergogna i suoi diritti di casta, ormai asservito ad una sola logica l’interesse personale.
Le istituzioni in mano a personaggi, che altrove non avrebbero nemmeno una sedia, invece s’accomunano tra priapismo, rozzezza e servilismo ; una miscela devastante per il paese che sta cercando di sopravvivere giorno per giorno.
E mentre ci si dibatte con la crisi e l’avidità delle banche, si viene a sapere che Mediobanca ha assegnato 88 milioni di euro ad un centinaio di dipendenti che coprono i ruoli chiave nel business dell’Istituto ; senza vergogna visti i tempi.
Di contro un flash dell’ ANSA : “E’ tra i 3.859.000 minori che vivono nel Sud e nelle isole che si concentra il più alto tasso di disagio sociale. Al Sud infatti sono 410 mila i minori che vivono in condizioni di povertà assoluta, cioè che non hanno neanche i beni essenziali per vivere una vita dignitosa. E su 1.876.000 minori che in Italia vivono in condizioni di povertà relativa, 354.000 sono in Campania. Da questi dati parte “Crescere al Sud”, prima Conferenza sull’infanzia nel Mezzogiorno, che si apre domani a Napoli.”
Ma quello che è più triste di questa storia è l’insipienza, dei cittadini e dei vari gruppuscoli che ogni tanto poche sparute decine si fanno vedere e sentire, lo spirito di dimostrare che esistono e vogliono dire la loro è ormai morto e sepolto ; ci resta solo da sorridere alle copertine di Crozza a Ballarò il resto è solo e soltanto chiacchiere e scampagnate.

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