BLOG : La voce di quasi tutti

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Ott
07

«Il lamento dei poveri italiani»


Signor Presidente della Repubblica Italiana,
(meglio precisare onde evitare commistioni con presidenti della patonza o prossimo leader del partito della gnocca) Gli italiani stanno vivendo quotidianamente in un mare di ambasce, non sanno più a chi santo votarsi per avere uno straccio di governo decente e credibile. Lei ha ben detto a Biella : «L’Italia di tutto ha bisogno fuorché di essere divisa da pregiudizi e da contrapposizioni che non ci portano da nessuna parte … ; Occorrono spirito di sacrificio e slancio innovativo per ricollocare l’Italia in un mondo che è così cambiato».
Mi scusi Signor Presidente, ma Lei crede sia possibile che ciò possa accadere con questa classe di pseudo politici? Gli italiani si possono aspettare qualcosa di buono per il loro paese con questa guitteria politica?
Mentre Lei svolge il suo mandato in condizioni difficili, la seconda carica dello stato (purtroppo per noi) va in parlamento a raccontare barzellette, rilasciare battute degne dell’ex Bagaglino per come sarà il suo nuovo partito.
Mi scusi Signor Presidente, di solito un buon padre di famiglie, prima fa dei rimproveri e poi da dei castighi (alla vecchia maniera la cinghia dei pantaloni o il battipanni della mamma) ; nel nostro caso non sarebbe ora ?
Lei continua il suo pellegrinaggio in Italia, a ricordarne i suoi valori fondanti, la nostra storia dell’unificazione da 150 anni, ed un ministro (si fa per dire) ciondolante, sputacchiante e gorgogliante, alla sua giusta reprimenda ha detto che “la Padania non esiste”, e quello che risponde : “La Padania è una nazione stimata e conosciuta in tutto il mondo. L’Italia sta in piedi perché c’é la Padania che pompa i soldi, altrimenti cadrebbe”.
Signor Presidente non crede che la misura sia colma, cosa ha fatto di male il popolo italiano a meritarsi tale scempio istituzionale, Lei sicuramente risponderà che questo è il risultato della democrazia espresso con il voto dagli italiani, e non si può eccepire nulla, chi sbaglia è causa del suo male pianga se stesso ; ma adesso ci stiamo affogando nelle lacrime.
Lei ha ben sottolineato : «Dobbiamo avere una finanza pubblica risanata e liberarci del fardello del debito e nello stesso tempo dobbiamo creare i presupposti della crescita e dell’occupazione» ; ma viste le condizioni attuali ci vorrebbe tutto l’aiuto di San Gennaro e qualche altro santo di rinforzo.
L’unica cosa che sperano gli italiani, è un suo attimo d’orgoglio, per rendere nuovamente libero e democratico il nostro paese, in mano ad un genia di nominati preoccupata solo dei suoi interessi.
La riprova guardi la foto del padrone con i suoi vassalli, cosa c’è di più deprimente di ciò, vedere questi ‘parassiti’ come tanti barboncini festanti, è questa Signor Presidente la rappresentazione più rivoltante del nostro amato paese.
Forse dovremo festeggiare un nuovo 25 Aprile, quando ci libereremo di questa parte oscura che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, sperando che finisca presto.

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