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Nov
03

«Il sentirsi italiani»


Il nostro paese sta vivendo momenti drammatici, ma come adesso siamo scesi nel baratro della recessione, chi dovrebbe essere vigile e pronto alla bisogna continua i suoi festini, solo dal Colle arrivano moniti a prendere sul ‘serio’ cosa stia accadendo.
Con questa premessa, il sentirsi italiani, oltre che da l’esserci nati, le nostre radici, le nostre usanze e costumi ; è quello che ancora brilla in molti noi che si chiama ‘amor patrio’ ; cosa che questa marmaglia al governo non sa nemmeno dove sia di casa.
Sentirci rappresentati da questa genia, viene difficile, in particolar modo da ministri che sputano nel piatto dove mangiano loro, parenti ed affini ; solo a vederli se ne prova disgusto e ribrezzo ; un classe politica persa nel becerume, giustificando postriboli e la corte di nani e ballerine che la frequentano.
Ieri a Roma è arrivato il treno del “Milite Ignoto”, una rievocazione in occasione del 150simo anniversario dell’Unità d’Italia, una pagina di storia italiana che conserva nitida quanto sia stato elevato il loro sacrificio per la difesa del suolo patrio.
Questo «treno della memoria», ha ripercorso le tappe che fece nel lontano 1921,dalla partenza da Cervignano del Friuli sino a Roma, e non ci fu alcuna differenza, ma tutti si sentirono italiani e parteciparono compatti a quella cerimonia di raccoglimento e rispetto per i tanti caduti rimasti ignoti.
Una notazione storica :
« Antonio Bergamas era uno dei duemila volontari partiti da Trento e Trieste: sudditi austriaci, che l’imperatore mandava a combattere in Galizia, contro i russi, o in Serbia. Ma in duemila disertarono, e andarono a combattere con gli italiani, contro gli austriaci, andando verso morte quasi certa: se anche sopravvivevano agli assalti, non venivano fatti prigionieri ma impiccati, come Cesare Battisti » (da il Corriere della sera).
Anche i miei bisnonni erano trentini e fecero le campagne risorgimentali, come pure mio nonno nella Grande Guerra, il mio servizio militare l’ho prestato di stanza a Villa Vicentina nel Friuli, vedendo le pietraie del Carso sino al Sacrario del Re di Puglia ; un accrescere del sentirsi italiano.
Come ho insegnato ai miei figli e nipoti, la nostra storia nel bene o nel male che essa sia stata ; ma mi pongo una domanda di come possa esistere gente che dileggia il nostro tricolore, il nostro inno, la nostra unità nazionale.
Che valori sanno dare e tramandare se non ridicole falsità geografiche e culture folcloristiche degne delle migliori sagre paesane.
Io mi sento italiano, voi non siete nemmeno degni di calpestare il nostro suolo, se voi cadete sporchereste la polvere.

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2 commenti

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  1. Avatar
    Pierpaolo Rottondi scrive:

    Sentimento sempre contrastato e non solo dalla sinistra fin dalla nascita dell’Italia unita.Certo,sentirsi italiani ed esserne fieri non è facile ma io lo sono e credo di non essere il solo!C’è un motto inglese che riflette benissimo quella… che dovrebbe essere la fierezza e il sentimento di chi vive in un paese,qualsiasi paese:WRONG OR RIGHT:MY COUNTRY!!Che abbia torto o ragione,e il mio paese!!Parecchia gente farebbe bene a meditarci sopra!

  2. Massimiliano Miniati
    Massimiliano Miniati scrive:

    Sei forte Frank… io no… mi sono rotto… anche perchè non vedo nessuno all’orizzonte…Ci meritiamo quello che abbiamo… finchè staremo in coda ore per un telefono da 600€…

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