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Set
26

«Le contraddizioni della lega»


Sembrano passati secoli quando i “cispadani” suonavano la “martinella del Carroccio” contro la piaga sociale della mafia, la Padania metteva in prima pagina “Baciamo le mani”, e nel ’98 rivolgeva le famose domande al Berlusconi



Adesso, dopo le famose iniziative recitate alla trasmissione “vieni via con me”, per contrastare le mafie, si assiste ad una giravolta di quelli che erano i cardini e gli slogan leghisti ; sta prevalendo l’interesse di partito e dei suoi sodali a dispetto della base che i ha sostenuti.
Appare evidente, che ormai sono tanto quando alla rappresentazione dei vecchi partiti della I Repubblica, abbarbicati al potere fino a se stesso sino a perdere la propria identità politica fondante.
Questo governo è a loro succube, ma anche ai messaggi criptici degli alleati, ognuno ha il suo prezzo ed il suo peso ; se si vuol mantenere uno straccio di maggioranza, non si può star a guardare tanto per il sottile.
Deputati e senatori, salvo qualche rarissima eccezione, ormai sanno bene che possono godere dell’impunità grazie alle varie alleanze e scambi di favore, appellandosi al solito “fumus persecutionis” e mantenere l’immunità parlamentare, anche quando hanno la marmellata fin sotto le ascelle.
E’ ovvio, che ormai i due vecchi si tengono bordone l’un coll’altro, non per dare un sostegno al paese, ma per tutelarsi i loro interessi ; non hanno alcun interesse a fare ddl per rilanciare l’economia, ma bensì per le intercettazioni, al fine non far sapere cosa pensa in privato di “questo paese di merda” (cavalier patonza dixit), quando interloquisce con persone non proprio adamantine.
Le asserzioni del B ,fatte alla manifestazione del Pdl a Cuneo, fanno capire bene i suoi interessi :”Quando telefonate sentite la morsa dello stato di polizia ….” , “lo Stato non tutela più la nostra libertà ..”.
L’epitaffio di questo governo e dei suoi alleati è :
«”Non mi dimetto”, “Il governo andrà avanti finché avrà la fiducia del Parlamento. Ci chiedono ogni giorno che si faccia noi un passo indietro. Stiano tranquilli, noi non possiamo dietro alle aspettative dei media, dell’opposizione: non ci dimetteremo se non dopo un voto di sfiducia, che ci sentiamo di escludere. Andremo avanti finché avremo una maggioranza solida, coesa, che si è confermata dal 14 dicembre in poi” , “‘Ci presenteremo alla prossima scadenza elettorale, nel 2013, con le carte in regola per vincere”».
Purtroppo, nessuno ha il coraggio di dirgli che ha fatto il suo tempo di televenditore di scenari alla “Mulino bianco”, e che sta portando il paese allo sfascio ; ma forse gli piace di fare la fine dei “filistei” ; lapidario il pensiero di Massimo Cacciari : “non è che la rappresentazione grottesca, strapaesana e ormai vergognosa di un dramma di portata epocale”
Ma non da meno il suo avocalico compare che tra un biascicare e l’altro, sputazza : “quelli che mettono fuori i tricolori sono somari”; mangi e bevi e t’ingrassi te e la famiglia con i soldi degli italiani o te lo sei scordato ?
Allora, come scriveva il grande Sciascia : “Ommini, omminicchi e quaquaraqquà…”, vista la pletora di politici “ a tempo perso”, lascio al lettore etichettarli.

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