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Ott
11

«Le patacche del televenditore»


Lo ‘zar della patonza’, prima di partire per la dacia dal suo amico (comunista) in qualche dacia siberiana a festeggiare il suo genetliaco, ci ha regalato un bel video messaggio delle solite patacche che in questi ultimi tempi ha inondato il paese; dimenticando il vecchio detto che ‘er santaro se frega na vorta sola’. Mentre, ci sta sfracellando gli ‘augustei’ con le sue solite leggi e leggine ad personam, di economia occupazione e sociale; il tutto ai verbi difettivi, difatti questa chimera del ‘Decreto Sviluppo’, s’è persa nei meandri del palazzo.
Poi adesso sta mettendo già su il banchetto per il mercatino stile scilipotiano, visti i numerosi mal di pancia nelle sue fila, non si vorrebbe trovare trombato dai i suoi stessi cortigiani, come suol dirsi meglio prevenire con i soliti mezzi di poltrone e prebende.
Quello a cui stiamo assistendo è il solito teatrino delle contraddizioni, tipo condono si o condono no, oppure la patrimoniale, un ripristino dell’Ici, qualche altro balzello dalle fervide menti del ministero dell’economia ; vallo a sapere quello che veramente vogliono fare.
Al momento si leggono sproloqui in perfetto politichese, senza arte ne parte , tipo quella dell’ANSA dell’esimio Cicchitto: “Ci ripromettiamo domani di ritornare sui temi economici in forma più meditata. Oggi ci limitiamo ad osservare che invece di fare una discussione seria, senza tabu ideologici di alcun tipo su come il nostro Paese può di qui alla fine della legislatura misurarsi con il nodo decisivo dell’abbattimento del debito si è sviluppata una discussione che si è incentrata soltanto sul problema del condono. Su di esso poi si sono concentrate le polemiche che non ci intimidiscono affatto per cui non ritiriamo la questione”.
Ma quella più esilarante, sempre dall’ (ANSA), ce la regala il ministro La Russa “Il condono è un antibiotico molto forte per un paziente molto malato, bisogna vedere se le controindicazioni superano il beneficio” ; ci sarebbe di fargli presente di leggersi l’articolo di Fabio Mini : ‘Forse sprecate’ sull’Espresso (anche se a lui indigesto).
Se sfrondasse il suo ministero sarebbe un bell’apporto alla manovra finanziaria,
visto che stiamo all’esercito di Franceschiello, ogni 356 militari un generale ed ogni 3 un maresciallo, credo che si commenti da solo, per non parlare poi del resto un oceano di spese folli e sprechi.
Ma fa parte del clan dei pataccari, quindi segue pedissequamente le desiderata del suo ‘dominus’ ben flettendo la schiena, e di concerto tutti gli altri che sanno solo barcamenarsi alla giornata, sperando di arrivare al vitalizio.
Se poi pensiamo che è stato creato un doppio coordinamento Romani-Brunetta, perché al superministro Tremonti è stato privato del potere decisionale sul dl Sviluppo ; possiamo ben dire che non ci resta che ridere, piangere sarebbe troppo.
Intanto, il paese sta annaspando e cerca di galleggiare come meglio può, ogni tanto qualche voce si fa sentire nel solito assordante silenzio del resto, è questa la grande fortuna di questo governo, continuare a vendere patacche ai poveri gonzi italiani, alla Wanda Marchi maniera.

OkNotizie

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