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Set
28

«Los zi pretes indignatos»


Tanto tuonò che piovve d’oltretevere, dopo il messaggio di Papa Benedetto XVI al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, prima di partire per la Germania, suonava profetico : ”un sempre più intenso rinnovamento etico per il bene della diletta Italia”. In effetti la cosiddetta “etica pubblica” era andata in altri luoghi, viste le esternazioni del “cav. patonza” sul “paese di merda”, ed altre amenità pecoreccie e goderecce, talmente estenuanti, che lo costringevano a fare il premier “ a tempo perso”.
Dopo i tanti mugugni nei confronti della C.E.I., in perfetto stile del Tribunale della fede, il Cardinal Angelo Bagnasco ha lanciato il richiamo ad un etica più consona a costumi morigerati al monito di : “Atti licenziosi, purificare l’aria, immagine del Paese danneggiata” ; sottolineando l’articolo 54 della nostra costituzione.
Di primo acchitto, potrebbe sembrare un’entrata a gamba tesa tra il potere temporale e quello spirituale, ma leggendo l’intero testo qualche riflessione c’è da farla, ed a ob torto collo c’è d’ammettere che ha toccato non pochi nervi scoperti nell’attuale governo.
Fermo restando che la sottolineatura dell’art.54 è per :” I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore” , quindi ha additato nell’intera classe politica, “erga omnes”, il richiamo all’onore alias “etica pubblica”.
Come è classico, ogni “parrocchia politica” ha dato la sua interpretazione, tra le tante : Bondi: “Ha dato il fianco a strumentalizzazioni” ; Lupi : “I peccati li giudica solo Dio” ; Bersani: “Basta leggere e si capisce” ; Renzi : “Bisogna farla finita di considerare le parole dei vescovi solo quando ci fanno comodo”.
Ma nessuno si è azzardato a dare una precisa risposta alla conclusione del Cardinal Bagnasco : “Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono nè vincitori né vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne darà atto”.
Ci sarebbe di dire «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra», ma non si alzerebbe nemmeno un sassolino, mentre restano lapidari i moniti fatti per la corruzione dilagante, l’evasione fiscale pandemica, la manovra inconcludente.
Però di tutta questa storia la cosa esilarante è invece di avere i nostri “indignatos” abbiamo “i zi pretes indignatos”, come diceva Flaiano : ”L’Ialia è una valle di lacrime ma come ci si piange bene.”

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