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Ott
18

«Riflessioni della gente qualunque»


Dopo quanto è successo a Roma il 15 scorso, oggi ad inizio settimana ci si aspettava qualcosa di fermo ed incisivo dalle istituzioni, fatto salve le solite dichiarazioni di rito bipartisan condire con qualche fregaccia, niente di più ; giusto la dichiarazione di Di Pietro condivisa dal Maroni di rifare la vecchia legge Reale del 22 Maggio 1975.
La disposizione aveva delle norme ben precise :
– il diritto delle forze dell’ordine a fare impiego delle armi, qualora ne ravvisassero la necessità operativa, estendendolo ai casi di ordine pubblico,
– estendeva il ricorso alla custodia preventiva, sostituendo il precedente art 238 del codice di procedura penale, anche in assenza di flagranza di reato, di fatto permettendo un fermo preventivo di 96 ore (48+48) ore entro le quali va emesso decreto di convalida da parte dell’autorità giudiziaria.
– normativa per l’uso del casco e di altri elementi potenzialmente atti a non rendere riconoscibili i cittadini.
Basta solo ri-applicarla con maggiore rigore e senza pindarismi legali, e nemmeno la larvata ipotesi di ‘patteggiamento’, con il raddoppio delle pene per i recidivi, ma fare un Ddl su questo soggetto adesso non sarà il caso, prima bisogna far presto a fare quelli ad personam.
Ma al cittadino qualunque, che non è aduso ed avvezzo a codici e codicilli, pone la sola domanda del perché tutto questo sia stato possibile, e l’opera di prevenzione, la scarsità di mezzi e uomini ?
Sulla rete in bella evidenza c’era in bella evidenza un post rilanciato da Indymedia: «Non sarà come a Genova e come il 14 dicembre a Roma. Portate di tutto per prendere e tenere la piazza. Se ci accoppano dei compagni non paralizziamoci», quindi qualcosa di preorganizzato e con dei fini ben precisi.
Ma oltre alla voce dei cittadini s’univa la voce delle forze dell’Ordine che merita leggere; e fa anche molto riflettere.
Invece lunedì oltre alla pagina sportiva, lo sciorinare in varie salse televisive gli scontri, si va a leggere che il ‘patonzaro’ aveva anche mire da tribuno della plebe con sommossa popolare :
articolo su Repubblica con audio.
La cosa oltre che a creare ulteriore sconcerto, ha dato una bella vangata al solco che divide profondamente gli elettori con questa classe politica ; poi per soprammercato la comitiva parlamentare in visita al povero derelitto che non l’ha scapolata come altri suoi colleghi, forse avevano qualche quintalata di scheletrucci nell’armadio a futura assicurazione, ergo tutte le pesanti accuse sono state acqua fresca.
Di certo non si potrà riflettere all’infinito, ed in Italia non sono i soli, in diversi paesi sta montando questa protesta strisciante delle ‘gente qualunque’ ; e quando comincia tracimare guai al primo che ci metterà il cappello coagulando le masse, non sarà poi nient’altro che la copia conforme di quello che sta accadendo in Grecia.

OkNotizie

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