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Gen
01

2014 Pensierino di Falbalà

falbala


Il primo giorno dell’anno si apre con un cielo pallido e celeste, l’aria ancora odorosa dei fuochi notturni, le strade silenziose e gli alberi magri e scuri che si vestono di bruma. Osservo la prima bellezza di questa giornata: l’ombra di un edificio sul muro lievemente scrostato di un palazzo, l’ombra che disegna il profilo di un comignolo che emana denso fumo, la magia dell’ombra di quel fumo che danza proiettata sul muro, un piccolo gioco di ombre cinesi, e il fumo a ricordarmi il tepore domestico, immaginare chi dorme ancora, chi prepara lentamente il pranzo, chi ripensa alla serata trascorsa, chi sogna un anno migliore, perché le speranze non muoiono mai. E tra poco la bellezza della musica, nella consuetudine del concerto di Capodanno, un appuntamento cui mi abituò mio padre fin da bambina: sognavo con Strauss, volavo sul Danubio Blu, ed ora i sogni si spostano alla Fenice, altri compositori, ma con la bellezza immensa della Musica, uno dei doni più grandi che l’Uomo potesse fare al mondo per cantare l’incanto e il mistero della vita. Buon anno, amici, abbiate sempre occhi per scorgere la vera bellezza dell’esistenza!

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