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Dic
12

E adesso ?

punto-interrogativo

A


llora la Camera ha dato la fiducia al governo Letta con 379 sì, 212 no, 2 astenuti e 36 assenti ; un altro passo verso una stabilità politica da molti osteggiata, ricorda tanto la battuta del marito che far dispetto alla moglie si tagliò gli attributi.
I maggiori oppositori per populismo l’uno, l’altro guidato dal pregiudicato decaduto, sono i fomentatori di una campagna di delegittimazione a 360°, salvo il loro pensiero quello degli altri non è preso nemmeno in considerazione per un confronto costruttivo.
Dei passi significativi, hanno dato l’idea del pensiero di questo governo :
«Ho la determinazione a lottare con tutto me stesso per evitare di rigettare nel caos tutto il Paese proprio quando sta rialzandosi… L’Italia è pronta a ripartire ed è nostro obbligo generazionale … Il 2 ottobre , a dispetto del voto finale, mi sono rivolto a una nuova maggioranza politica, meno larga ma più coesa negli intenti … Oggi ciò che chiedo è di confermare quella fiducia per segnare anche una discontinuità e segnare bene un prima e un dopo. Nelle prossime settimane proporrò un patto di governo, lo chiamerò “Impegno 2014”».
Le idee nel suo complesso sono positive e costruttive, resta da vedere che dopo i proclami s’avverino i fatti, gli elettori sono ridotti allo stremo, prede facili per demagoghi e qualunquisti, come scrive Enrico Mentana :
”Nella protesta dei forconi troviamo ogni tipo di arrabbiato: dall’autotrasportatore al cassintegrato, dal disoccupato alla partita Iva, dal pensionato all’ultrà calcistico, dal noTav al neofascista. Gente comune, senza collare, che aspettava l’occasione per farsi sentire. Non poteva non succedere: troppa rabbia è stata tenuta compressa per troppo tempo. E non sarà certo l’ultima volta.”
Ma la parte sana del paese è la grande maggioranza, eccone un esempio


TU NON STAI LOTTANDO ANCHE PER ME

Una cosa vorrei spiegare a te, che in questi giorni di manifestazioni, in rete e davanti alle telecamere, mi chiedi di unirmi alle proteste, rinfacciando agli assenti di “lottare anche per loro”. Tu non stai lottando anche per me. In primo luogo, perché non mi dai l’impressione di essere abituato a lottare per gli altri. Non ti riconosco fra coloro che sono abituati a farlo, non ti ho mai visto né in piazza né nei luoghi di discussione, di partecipazione e di conflitto che frequento da quando ho maturato una mia coscienza politica. Tu mi chiedi dove sono adesso, io mi chiedo dove eri tu negli ultimi trent’anni, quando si sono create le condizioni per la società attuale. Mi accusi di stare bene e di non voler cambiare le cose. Io ho cominciato a voler cambiare questo stato di cose quando a te, mi sembra di capire, stavano bene gli Andreotti, i Craxi e i Berlusconi. E continuo a sognare, desiderare e proporre un’idea di società differente, ma non nel senso che intendi tu. La mia idea di società è solidale e aperta, e quando valuto il disagio e le sofferenze sociali non faccio distinzione tra italiani e albanesi, tra cattolici e musulmani, tra piemontesi e rom. E nella vita di tutti i giorni, sono talmente abituato a far quadrare quei pochi soldi e ad adattare le mie esigenze su quel che guadagno che l’accusa di “stare bene” non mi tocca. Non è che sto bene, sono abituato alla sopravvivenza, tutto qui. Non riesco invece ad abituarmi al degrado della scuola pubblica e della sanità, al clientelismo e al nepotismo che incancreniscono questa nazione, alla mentalità feudale che impedisce al talento di emergere, alle leggi che favoriscono la corruzione, alle opere pubbliche mastodontiche e inutili spacciate per necessarie, al triste primato della criminalità organizzata e ai suoi perversi intrecci con la classe dirigente di questo paese. Ma non ho ancora capito cosa tu voglia fare riguardo queste, che sono le mie prime preoccupazioni. Sì, conosco bene la tua risposta: “Mandiamoli tutti a casa”. Ma io non sono disposto ad appoggiare una lotta che si propone di azzerare senza distinzioni un’intera classe politica se non ho prima ben chiaro in mente quale sarà il futuro che mi stai proponendo e a chi stai pensando di consegnare le chiavi del potere. E tu, questo non me lo dici. E se non me lo dici, le considerazioni sono solo due: o non sei abbastanza intelligente da porti il problema, e non sono così pazzo da lanciarmi con te nel vuoto senza paracadute, oppure lo sai benissimo e me lo vuoi nascondere. E, in questo caso, non ho davvero nessun motivo per fidarmi di te. E mi sgomenta che ci siano tante persone, davvero disperate, pronte a darti ascolto.
Cosimo Bevacqua.
[fonte da Facebook]


Più chiaro di così !

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