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30

« A quanto pare sindacalismo e politica e non vanno d’accordo »

Landini e la sfida al renzismo. "Il premier peggio di Berlusconi

Landini e la sfida al renzismo. “Il premier peggio di Berlusconi

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A manifestazione indetta dal Maurizio Landini della FIOM, all’insegna del nuovo soggetto d’aggregazione ‘Unions’ (i soliti anglicismi), ha riscosso un partecipazione considerevole, difatti l’obiettivo era di l’obiettivo di superare i 40-50mila partecipanti che può ospitare piazza del Popolo più o meno.
Tra i partecipanti la Susanna Camusso, con la precisazione del Landini che : “La novità vera e importante è che a questa manifestazione c’è tutta la Cgil, noi siamo della Cgil e non un’altra cosa”.
Poi la parte del PD dissenziente del regime renziano, la Rosy Bindi con Stefano Fassina che ha precisato : “Sono qui come parlamentare di una parte del Pd, c’è un pezzo importante di popolo che dobbiamo rappresentare. Del Pd siamo pochi ma il Pd non è fatto solo dai gruppi parlamentari e da Matteo Renzi e dispiace che Renzi tratti questa manifestazione con disinvoltura, come l’ennesima parata”.
Poi Nichi Vendola e lo stato maggiore di Sinistra Ecologia e Libertà, dichiarando : “Credo che l’impegno dichiarato di Landini sia aggregare forze nella società civile che vogliono disvelare la grande menzogna del governo Renzi… Si parla di dinamica riformista ma si stanno smantellando i diritti del mondo del lavoro …. Con tonnellate di propaganda si cerca di nascondere la crisi”.
Il nocciolo duro della manifestazione, è stato il famigerato ‘Job acts’, il Landini ha tuonato dal palco della manifestazione : “Non siamo di fronte al cambiamento del Paese, siamo di fronte a un governo che ha scelto di rifiutare il confronto con le organizzazioni sindacali, non discute, ha scelto come interlocutore la Confindustria. Un nuovo modello di sviluppo, una riforma democratica del sindacato, coinvolgendo altri soggetti e allargando la rappresentanza: è quello che dobbiamo fare, è la risposta più forte a un Governo che ha già fatto la sua coalizione sociale con Confindustria e Bce. Uniamo ciò che il Governo divide”.
Ma il fatto eclatante, è stato che per il sindacalista, il governo Renzi è “in continuità con Monti e Letta e c’è un peggioramento rispetto a quando c’era Berlusconi” ; quindi quando il 4 gennaio 2011 lo spread era a 173 punti, per poi Il 30 dicembre arrivò a quota 528 ;
adesso che ballonzola intorno ai 100 stiamo peggio, forse gli sfugge qualcosa.
Ovvie le critiche, iniziando dal leader di Confindustria, Giorgio Squinzi : “Siamo in democrazia e il progetto politico della Fiom, oggi in piazza, non preoccupa ma spero anche che siano capaci di guardare avanti e non indietro perché proprio gli attori di oggi hanno fatto danni in passato, come la situazione in cui siamo oggi. I sindacati, infatti, hanno frenato tutto” .
Poi ne arriva una al vetriolo, molto dura, da Marcelle Padovani corrispondente del Nouvelle Observateur, moglie dello storico segretario prima Fiom e poi Cgil Trentin : “Landini deve smettere di usare il nome di Bruno Trentin come ispiratore del proprio pensiero e della propria azione. Trentin pensava ed agiva in modo assolutamente diverso rispetto all’attuale segretario della Fiom. Era critico, com’è noto per chi l’ha letto e ne ha condiviso l’azione sindacale, verso l’autonomia del politico, ma altrettanto critico verso l’autonomia del sociale che inevitabilmente conduce all’isolamento velleitario o al corporativismo”.
Ma quella che lascia di stucco, è l’Intervista del Corriere della Sera dal segretario della Cgil Susanna Camusso, che sulla ‘coalizione sociale’ lanciata dal leader Fiom Landini dichiara : “Il problema non è fondare una cosa e chiamarla partito oppure no. Si può chiamare movimento, associazione delle associazioni, si può chiamare anche birillo. Ma se si basa su un programma politico generale, e si va oltre la rappresentanza del mondo del lavoro, diventa oggettivamente una formazione di ordine politico. E questo, come Maurizio sa, non fa bene al sindacato e quindi nemmeno ai lavoratori”.
E’ proprio vero il vecchio detto : “troppi galli a cantare, non spunta mai il giorno”.


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