BLOG : La voce di quasi tutti

«

»

Apr
21

#ilcazzaroverde Scanzi dixit


Ieri sera, come ormai succede a cadenza quasi settimanale, Matteo Salvini, in collegamento dalla sua cameretta, ha ospitato “Massimo” negli studi di Non è l’Arena.
Trenta minuti di comizio ininterrotti (sempre perché siamo in Unione Sovietica), in cui il vero conduttore della trasmissione (e non ci riferiamo a Giletti), nel pietoso tentativo di giustificare il disastro della Regione Lombardia sulle Rsa, ha potuto candidamente affermare quanto segue:
“Sulle case di riposo (lombarde)… ahimè chi è in casa di riposo… io avevo le mie nonne, ai tempi… è chiaro che se hai 85 anni sei più a rischio che se non ne hai 47…”
Al che, da “Massimo”, ci si sarebbe aspettati una semplice domanda: “Dato che lei sa che a 85 anni ci sono più rischi, perché l’8 marzo la Regione Lombardia ha approvato delibera XI / 2906 che indica nelle case di riposo un luogo in cui ospitare i malati di Covid-19?”.
E invece niente.
Colpa tua che sei vecchio, non di chi ha consentito, con le proprie decisioni, che il virus trovasse ospitalità nelle case di riposo.
La domanda successiva, anzi, è stata questa: “Scusi… scusi… scusi Salvini, ma lei pensa che ci sia un attacco finalizzato solo sulla Lombardia per colpirne i vertici? Cioè… utilizzare la magistratura, come spesso si è detto, per colpire là dove non si è potuto colpire da un punto di vista elettorale…. c’è questa idea?”
Maledette toghe rosse, insomma.
Che bello, questo giornalismo d’assalto.
Salvini, nella sua lunga risposta, a un certo appunto afferma che “la Regione Lombardia ha aperto, in poche settimane, 1000 posti letto di terapia intensiva in più”.
Ed è qui che “Massimo” avrebbe potuto subito riscattarsi, ad esempio chiedendo conto del perché la Regione Lombardia abbia progressivamente smantellato la sanità pubblica per favorire quella privata, tagliando drasticamente ospedali, presidi territoriali e posti letto.
Ma nulla, nemmeno qui.
Il comizio continua, il conduttore vero (Salvini) è un fiume in piena: “Mandare gli ispettori, gli avvocati o i magistrati mentre la gente è in corsia d’ospedale o in casa di riposo a salvare vite… mi sembra di pessimo gusto. Possiamo aspettare che almeno si tolgano i morti dalle case di riposo? Possiamo almeno seppellire i nostri morti prima di aprire inchieste?”
E noi lì a sperare in uno scatto d’orgoglio di “Massimo”: dai, diglielo che aprire tempestivamente un’inchiesta serve a evitare che le prove vengano inquinate; diglielo che indagare può impedire che se ne seppelliscano altri, di morti.
Ma lui, Massimo, osserva in silenzio, seduto sulla sua sedia.
Lo show deve continuare. E infatti continua, con Salvini che si spinge oltre, mischiando un’inchiesta sui morti nelle case di riposo con una che lo riguarda in prima persona: “Quasi tutta l’Italia è ferma, ma qualcuno no… perché purtroppo questa settimana mi è arrivata la convocazione a Catania, per sabato 4 Luglio, per l’udienza per sequestro di persona. Mi sembra surreale che tutti siano fermi tranne qualcuno…”
Un giornalista, a questo punto, gli avrebbe fatto presente che non solo lui si era detto favorevole alla riapertura totale della Lombardia il 4 maggio (e che quindi non si vede il problema della riapertura anche in Sicilia, dove i casi di Coronavirus sono ben più ridotti), ma anche che dall’11 maggio a ripartire saranno tutte le udienze e tutti i processi, non solo il suo.
Ma Massimo sorvola e passa oltre, anche qui.
All’improvviso, la domanda che ormai non ti aspetti. Il colpo di reni: “Lei sa che De Luca ha chiuso determinati Comuni in Campania. In autonomia, la Regione Lombardia non poteva disporre lei la chiusura della Val Seriana?”
Ed è qui che il Capitano raggiunge l’apice della menzogna: “No! No! Perché una zona rossa, per essere zona rossa, ha bisogno dei militari, della polizia o dei carabinieri che la circondino. E militari, polizia e carabinieri dipendono dallo Stato, non da un sindaco o da un Presidente di Regione. Però questo è il passato, Massimo…”
Ed è una balla, clamorosa. “Massimo”, appunto, avrebbe potuto non solo citare le zone rosse già proclamate dai Presidenti di Regione dell’Emilia-Romagna, della Basilicata (centrodestra), della Calabria (centrodestra) e della Campania, ma anche far presente che è stato l’assessore lombardo Gallera, nella trasmissione “Agorà” del 7 Aprile, ad ammettere che “abbiamo approfondito… e sì… sì… avremmo potuto farla noi la zona rossa”.
L’ultima perla, che riassume bene le basi economiche del Capitano, è in questo scambio:
Salvini: “I soldi li chiediamo agli italiani che compreranno i titoli di stato”.
Giletti: “E i tassi d’interesse?”
Salvini: “Saranno pari a zero o negativi”.
Negativi. Cioè uno dovrebbe investire nei titoli di Stato per rimetterci.
Un genio.
Dategli il Nobel, ma quello delle cazzate.
E che glielo consegni lui, Giletti.
Anzi, “Massimo”.

(Dagli Amici della pagina Abolizione del suffragio universale)

Media 4.00 su 5
Share


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*