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Ott
09

La Stagione dei dittatori


Le combinazioni che in tutti i campi, da quello botanico a quello scientifico, da quello dei sentimenti a quello del potere, la matematica elabora e ci propone sono notevoli e non si ripetono mai o quasi, alla faccia dei vecchi giocatori del lotto, di quelli che più che alla cabala si attaccano alle serie storiche. Così la vita di domani non sta mai scritta da nessuna parte e non è mai esattamente come viene indicata da studiosi o interpreti di presagi come avveniva nell’antica Grecia o dalla teoria di Vico che pure ha dato un contributo importante a capire la dinamica del divenire, dello scorrere delle cose.

È vero tuttavia che la natura ha previsto forme di ripetitività di eventi e di situazioni, come soprattutto le stagioni, legate alla vita del nostro pianeta che però nel tempo si stanno modificando forse per colpa anche del comportamento dei tanti esseri umani che lo affollano e che dimostrano comunque che niente è immobile e che il potere dell’uomo sulla natura non esiste.

Comunque è vero che certe forme di ripetitività nella natura esistono e le stagioni, malgrado le modifiche naturali o provocate, ne rappresentano un momento evidente.
Anche nella vita dell’uomo esistono le stagioni solo che non sono ripetitive purtroppo. Infatti, si susseguono nella loro diversità la gioventù, la maturità, l’anzianità e la vecchiaia. Ma non ricominciano mai.
La stagione, inoltre, è un concetto, un simbolo, applicabile a tanti eventi e si può di volta in volta indicare come periodo così qualificabile quando certe situazioni si verificano contemporaneamente in vari posti del mondo senza sapere perché, forse per qualche misteriosa spinta incontrollabile ed anche per la forza degli esempi che spingono alla diffusione di una certa idea, di un comportamento che può essere politico, culturale o semplicemente umano.
Questo avviene soprattutto nella politica che più di ogni altra forma di comportamento umano risente di situazioni culturali di massa, di accese forme di emulazione, di profondi desideri di potere che esaltano certi uomini e i loro seguaci che tendono ad identificarsi. Soprattutto nella attualità dominata dai collegamenti tecnologici immediati a livello mondiale e dalla globalizzazione economica per cui nessun paese, neanche il più potente, può più vivere da solo e al di fuori di tutto il resto del mondo.
In questo momento, ciò premesso, è in atto la stagione dei dittatori e si vede dai tanti personaggi che hanno preso il potere in giro per il mondo e dai tanti che stanno provando a prenderlo con tutti i mezzi, magari alcuni con l’aiuto di quelli che lo hanno già preso. Avere compagni in una avventura è, infatti, gratificante ed estremamente utile e vantaggioso.
Le motivazioni possono essere tante, al di là di quelle generali sopra individuate. Emulazione, situazioni culturali delle masse depresse, ignoranza delle forme costituzionali e organizzative della società in cui si vive, tendenza verso standard di vita e di desideri assolutamente uguali e non solo nell’ambito di ciascun paese, inquinamento delle forme di democrazia che hanno dominato nella seconda parte del secolo scorso, dopo le grandi tragedie provocate da dittatori sanguinari e stupidi, e che ora sembrano non essere più sufficienti a garantire non solo libertà e giustizia, ma anche uguaglianze sociali e consentono, soprattutto, le scorrerie più spregiudicate di avventurieri senza scrupoli. Questo ultimo aspetto rende più semplice la presa del potere da parte di leader che riescono a farlo senza violenza come invece avveniva nel passato.
Nel mondo, da una parte all’altra, vincono e prendono il potere dittatori spregiudicati che umiliano e cancellano la democrazia, il fenomeno è sotto gli occhi di tutti e in grande accelerazione. In Turchia, nel mondo arabo, in Iran, in Russia e nei paesi che una volta erano suoi satelliti forse per nostalgia sovietica, in Brasile e in tanti paesi dell’America Latina, nel mondo asiatico a parte la Cina che è dittatura da tempo, in Israele. Anche in Europa e in altre parti impensabili del mondo come gli Stati Uniti si avvertono fenomeni di questo genere, tentativi di presa di pieni poteri, avanzamento di persone che sono lontane sul piano culturale e umano da forme di democrazia e di partecipazione.
Prendere atto di quello che avviene nel mondo, sapere che viviamo una stagione avversa e pericolosa, assistere a volgari tentativi di umiliazione della democrazie con mille motivazioni e con tante promesse naturalmente impossibili e comunque avventate, è importante, è fondamentale. Bisogna sul piano politico adeguare la propria azione allo scenario brutto che diventa sempre più esteso, bisogna combattere con mezzi straordinari, bisogna scegliere gli uomini giusti che si suppone sappiano lottare e come fare. Non si può pretendere che il popolo capisca tutto questo, non è mai riuscito a farlo anche nel passato, si deve semplicemente dare priorità e spazio alla difesa della democrazia, della libertà, tentare di arginare in tutti i modi il pericolo incombente. Poi si penserà al resto e al meglio. Il nostro paese è così, in pericolo, gli uomini che lo capiscono hanno il compito di spiegarlo, di diffondere l’allerta e di impegnarsi in questa competizione per la libertà. Ognuno come può ma senza voltare mai la testa da un’altra parte, non è il tempo per farlo.

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