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Nov
29

A Matte’, facce Tarzan! di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Palcoscenico numero 1: Le primarie del Pd. Un suggestivo e affascinante “confronto all’americana” su Rai Uno tra Pierluigi Bersani e Matteo Renzi ha tenuto davanti ai teleschermi quasi sette milioni di telespettatori (22% di share). Il più “americano” era certamente il sindaco di Firenze, il quale, in maniche di camicia, ha ripetuto tante volte la parola “sogno” e, fosse stato un po’ più “abbronzato” (per dirla con il Cavaliere) avrebbe davvero fatto una perfetta imitazione di Obama. Insomma, un americano (fiorentino) a Roma. Mancava solo che qualcuno del pubblico urlasse all’improvviso: “A Mattè, facce Tarzan!”, come gridavano i ragazzini davanti alla marrana all’indimenticabile Alberto Sordi. Accanto a lui il segretario del Pd Pierluigi Bersani, colui che Renzi definisce “l’usato sicuro”, certamente meno propenso per natura a “bucare il video”, ma abilissimo a stare con i piedi per terra e a non dispensare miliardi (di vane promesse) in ipotetici “contratti con gli italiani” di infausta memoria.
Palcoscenico numero 2. Le (fu) primarie del Pdl. Qui pare che non ci si troverà mai alle prese con un “confronto all’americana”, bensì con una “guerra di secessione”. Il generale Berlusconi ha ricordato ad Angelino Alfano che lui è solo e soltanto un attendente e, a quanto pare, Alfano ha sbattuto i tacchi pronunciando il classico e per lui abituale “signorsì”. La sola “pasionaria” Giorgia Meloni continua a difendere la “riserva indiana” degli ex An. Ma, purtroppo per lei e per chi vorrebbe un centrodestra moderno ed europeo, Berlusconi non è e mai potrà essere Abramo Lincoln, né tantomeno Helmut Khol il quale riunificò nientemeno che le due Germanie.

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