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Nov
22

« A pagare i soliti noti »

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ei tempi antichi, si potrebbe dire qualche era fa, si parlava di manette agli evasori, ma come prassi consolidata italica, la legge arrivò l’anno seguente, a ridosso di un bel condono tombale.
Il vizietto dei condoni è imperversato nei vari governi, riforme del fisco e della sua farraginosità ben poche, anzi ritocchi e ritocchini hanno reso un dedalo oscuro capirle ed interpretarle tali norme ; persino gli addetti ai lavori ci si perdono.
Dopo gli anni gaudenti, dove è imperato il regno della cicale, adesso che siamo
ridotti “con le pezze al culo” (slang romanesco) e non metaforicamente, il solito ritornello della caccia agli evasori, con dispiegamento di mezzi e televisioni al seguito per far vedere quanto sono diventati bravi.
Ovviamente è appena la punticina dell’iceberg del sommerso o nero dir si voglia ; andare a snidare i grandi patrimoni o spulciare le società estero vestite, diventa improbo e si può calpestare qualche callo politico o di lobby.
Allora si continua a spremere il solito “pantalone”, con una soglia che ha superato di riffe e di raffe oltre il 50%, dando una mano a soffocare ancor più l’economia e colpendo i redditi certi del lavoro dipendente e dei pensionati.
Visto che ci sono qualche milione di dichiarazioni incongruenti, si sono inventati il redditest fai da te, per sapere se sei un bravo cittadino oppure sei un bieco evasore ; il fatto di per se assume dei toni decisamente esilaranti, per una serie di elementi.
Che non tutti sono adusi ed avvezzi ai mezzi informatici, chi vive di solo stipendio o pensione ha già il suo bel daffare per arrivare alla fine del mese, mentre quelli che arrotondano lo stipendio con il doppio lavoro o chi si dimentica a cuor leggero scontrino o fattura ; la cosa non gliene importa una beata cippa lippa.
Se veramente lo Fisco non vuol fare la solita figura del vessatore, deve dare l’esempio di trasparenza partendo dai palazzi della politica e delle P.A. ; vedere dove s’annida l’evasione partendo dai piani alti ; con il buon esempio si può educare non con la vessazione.
Non è stata certo educazione civica quando si sentito dire : ”Se si chiede una pressione del 50% ognuno si sentirà moralmente autorizzato ad evadere”, Nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, il 17 febbraio 2004 da parte di B; è ovvio che in questi ultimi otto anni si sono dati da fare.
Poi quando si viene a sapere di festini a ostriche e champagne, cozze pelose, paghette da 2.500 euro, appartamenti e ville comparti non si sa come o a propria insaputa ; il tutto alla faccia dei cittadini che vedono rapinare il denaro pubblico ; tutto ciò non è certa una bella immagine e ne tantomeno un esempio di vita.
Persino zi prete disse : «Tutti accettino il giusto carico fiscale» e non i soliti noti.

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