BLOG : La voce di quasi tutti

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Mag
23

Accettiamoli tutti


Difficile sottrarsi ad un giudizio sui recenti fatti accaduti che hanno coinvolto personaggi appartenenti all’Islam. Prima Castagneto, poi Milano ed ieri Londra. Se fosse successo all’incontrario oggi mezza europa sarebbe in piazza contro il razzismo. E’ molto pericoloso e sottile questo confine che si sta delineando: da una parte l’islamismo e le sue sfaccettature dall’altra un’europa incapace di dettare le sue regole che l’hanno governata e fatta giungere fino a qui. Nel 1990 mi trovavo al Cairo e la guida che ci accompagnava per la città, un ragazzo alla fine dell’università, mi disse chiaramente che a lui del turismo (che ha sempre portato svariati soldi in Egitto) non fregava nulla perchè l’Islam doveva risorgere e che comunque Allah avrebbe provveduto ai loro bisogni. Rimasi colpito da questa frase e ogni qualvolta mi è sempre tornata in mente. La storia ci insegna che anche il Cristianesimo ha fatto le sue vittime, ma questo non deve permettere, ai giorni nostri, ad altre “religioni” di fare lo stesso. La necessità che porta le persone ad emigrare verso nuove mete deve essere considerata come un atto di accettazione da parte di chi ospita ma anche di far valere i diritti e i doveri dello stato ospitante. Non credo che in ognuna delle nostre case possa entrare chiunque e questo chiunque possa fare come gli pare. Ogni comunità ha delle regole sancite dalle varie leggi le quali vanno rispettate. Non mi sembra che nessun buddista abbia mai preso ad accettate nessuno. Eppure oggi noi siamo talmente ipocriti da accettare una violenza che professa la supremazia di una religione. Di grulli ce ne sono tanti in giro anche se non si nascondono dietro un credo specifico figuriamoci chi “delinque” perchè sente delle voci o perchè spinto dal Dio di turno. La nostra indifferenza verso questo problema alimenta in loro la consapevolezza che siamo essere inferiori in più supportati da una classe politica inetta. La bellezza di entrare in una moschea turca o egiziana deve essere uguale alla bellezza di entrare nella Cappella Sistina o nel Duomo di Firenze rispettandone i luoghi e i contesti dove sono inseriti. In classe di mio figlio c’è una bambina che ha perso il padre e alla festa del papa la classe non festeggia. Questo si chiama rispetto. Ma l’obbligarci a eliminare le nostre feste e le nostre tradizioni per rispettare un religione “importata” non lo accetto, indipendentemente che io stesso possa essere concorde o meno. Ora è il momento da dare un segnale forte a questo problema perchè come la Bibbia ci insegna le cavallette sono dannose se unite in sciami. Singolarmente sono solo degli innocui insetti….

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