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Gen
07

« Adesso che m’invento »

Continua la saga veltroniana sulla sorte del -mai nato- PD, i media d’ogni indirizzo politico fanno a gara nelle soluzioni più o meno salvifiche ma anche utopiche ; il marasma che ha colpito questo nuovo soggetto politico lo sta squassando sino alle radici.

Persa ormai l’allure d’essere gli unti dal Signore, devono far di conto con l’amara realtà di ritrovarsi tra la gente comune, e come tale caduca a pulsioni arrivistiche, la questione morale diventata un refrain su ogni intervento ; ma quel di peggio che ognuno se la canta e se la balla per suo conto.

Il tornado giudiziario che ha sconvolto il Pd da Genova all’Abruzzo, da Napoli a Firenze, ha fatto nascere una ridda d’ipotesi e di polemiche, che non hanno certo giovato alla base, restando priva di una figura carismatica capace di prendere sul campo drastiche decisioni, invece il solito tentennare e barcamenarsi per restare a galla.

A tutto ciò s’acuisce l’ indipendenza dei sindaci, governatori, assessori e parlamentari da chi li ha scelti e candidati ; l’autonomia delle loro decisioni è ampiamente dimostrata dalla regione Campania, che hanno fatto finta di niente alle sollecitazioni del Veltroni e del D’Alema di un rinnovamento radicale.

A quello che si è visto della vicenda di Salvatore Cuffaro, rimasto alla guida della Regione Siciliana non solo da indagato e rinviato a giudizio, ma addirittura da condannato ; invece di dare una risposta ferma hanno preferito fare in Campania “la tarantella”, tra il sindaco e con mezza giunta inquisita oltre lo scandalo dell’immondizia .

L’opposizione sta perdendo via via credibilità, lasciando ampi spazi al cesarismo imperante del Pdl, permettendo ai giustizialisti di sentirsi i veri tribuni del popolo, ed affossare ancor più i resti della sinistra ; a quando un risveglio ?

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