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Mag
29

Aggiornamenti sulla tramvia Linea 2 e 3


Sono stato invitato nella serata di ieri ad un incontro sul tema della tramvia Linea 2 e 3 organizzato dai giovani di quel che fu il PDL e che aveva come relatori, oltre a due esponenti del settore giovanile, professori e ingegneri già visti e sentiti nella nostra piccola campagna elettorale. Essendo un pò a digiuno di dati ma sempre convinto che tale progetto e messa in opera sancisca il definitivo tracollo della città, ero molto incuriosito nel cercare di capire cosa sarebbe emerso dopo due anni di linea uno e dopo le promesse fatte dal sindaco Renzi sulla realizzazione dell’opera (2 e 3). Ebbene, senza troppo stupore, è emerso che tutto il progetto risulta un grande calderone, ma non di idee, come potrebbe essere lecito aspettarsi, ma di finanziamenti su finanziamenti, postille di contratti firmati alla cieca, senza capire effettivamente che cosa sia tutto il progetto e cosa porterà alla città. Senza voler stare ad entrare troppo nel dettaglio, ad oggi ci sono soltanto delle planimetrie, delle foto con le previsioni di come dovrebbe essere, ma sul concreto, sopratutto sui reali numeri per la messa in opera il nulla più assoluto. Abbiamo già detto più volte che allo scempio di rovinare il parco delle Cascine e la relativa deturpazione di Piazza Vittorio Veneto fino ad arrivare alla curva più lenta del mondo Rosselli – Diacceto, sia l’effettiva cartina tornasole di questo strampalato progetto scritto e voluto da una classe politica che ancor oggi parla dagli scranni di Palazzo Vecchio, non porterà alcun beneficio ad una delle capitali mondiali della cultura, ma bensì una totale devastazione in lungo e in largo che lascerà una pesante eredità ai nostri figli i quali ci malediranno per sempre, come è già successo 150 anni fà con le scelte scellerate dell’architetto Poggi. Uno dei professori convenuti ha ampiamente descritto di come nel 1952 un pool di architetti urbanistici aveva già intuito l’esigenza di adottare in città un anello di circonvallazione per non soffocare troppo il centro, e di tale progetto possiamo vederne qualche parte realizzata, citando il Viadotto dell’Indiano che finisce con un moncone e la relativa rampa verso Peretola ed il Marco Polo che connette l’autostrada Firenze Sud alla zona del Lungarno, anche li con relativo moncone per opera incompiuta. Ecco, Firenze è un continuo moncone, non per la poca progettualità ma per la poca lungimiranza politica nell’attuare opere necessarie ma poco “contrattate” a livello politico. I progetti alternativi al treno in superficie sono sempre nei cassetti degli ingegneri che ancora una volta non vengono presi in considerazione per gli interessi che ci hanno portato fino a qui e che continuano a deturpare la nostra città. Il marmo caduto di recente dal Campanile di Giotto è un segno lampante e tangibile che bisogna conservare la nostra industria, ovvero la nostra storia che ci ha reso famosi in tutto il mondo, che narra di architetti, scultori, pittori, ai quali venivano commesse opere che si sono tramandate a noi nei secoli e che per esse milioni di turisti fanno la coda per poterne godere alla vista. Il tram e la TAV (sotterranea) saranno la scure che si abbatterà come un cataclisma su Firenze, sopra cittadini che hanno scelto questo tipo di amministrazioni votate allo scempio. C’è stato, c’è e ci sarà chi ancora si farà portavoce di questa battaglia e forse già da questo immobilismo anche il sindaco simpatico Renzi se ne già accorto. In passato siamo stati sempre in prima linea a dettare la storia: Oggi siamo in prima linea per cercare di distruggerla.

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1 commento

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  1. Avatar
    V. I. scrive:

    La linea 2 non si farà mai. La società vincitrice e la più affidabile, secondo il concordato preventivo della fu Baldassini Tognozzi Pontello, non riesce a dare garanzie sufficienti alle banche per poter finanziare codesto progetto tanto gradito dalla persona di Renzi. Firenze è bella. Cerchiamo di non rovinarla con questo mostro di Tram che dovrà camminare a piazza del Duomo.

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