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Feb
11

Alla fiera dell’est


In un momento storico come questo, succedono una moltitudine di cose, sopratutto al livello politico, dove abbiamo avuto la riprova, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la nostra classe politica è paragonabile a quanto successo nella plancia della Costa Concordia il 13 Gennaio 2012. I parallelismi che si possono fare sono talmente tanti che diventa quasi imbarazzante la narrazione dei fatti, ad iniziare dal bunga bunga Berlusconiano, passando a quello di Schettino per finire a quello Campano del PD. Senza pudore alcuno si continua a tuonare a destra e a manca paventando una fusione tra PD-PDL e centristi con una facilità imbarazzante. Rinnegati e voltagabbana di nuovo insieme all’insegna del volemose bene. A condire tutto ciò la defenestrazione di un governo eletto dal popolo per sostituirlo con un governo tecnico, un governo fatto da studiosi, casti e puri, che si intromette nella cosa italiana avallato un pò da tutti, anche da chi dice di opporsi. Un governo che piange per i pensionati, un governo che ci dice che il posto fisso è noioso, un governo che ci farà cambiare le nostre abitudini, un governo esaltato anche all’estero per la strada intrapresa… Una cura montiana supportata da tutti i media, teleimbonitori e quant’altri vogliono sciacquarsi la bocca con questo personaggio dalla sobria figura, col Loden grigio e beneamato un pò da tutti. Obama l’ha accolto come il salvatore dell’Italia, ma già nel 2009 aveva chiamato Berlusconi «Great to see you, my friend!». E’ politica signori miei e lo sa molto bene Vittorio Zucconi che su Repubblica si sbraccia in commenti che gli hanno fatto crescere la lingua per ben 20 cm, lui che vive a Washington e non in Italia. Monti che manda sua moglie a fare la spesa per il cenone dell’ultimo dell’anno. Ce la vedo proprio la signora Monti con i sacchetti biodegradabili della Coop, nel tentativo di non romperli per non svegliare i santi del paradiso. Ecco chi è Monti. Un uomo che fa parte di un apparato politico ed economico che sta devastando l’Europa, insieme a tutta una masnada di persone che stampano soldi, promettono soldi, in cambio della nostra storia. Si perchè la svendita è iniziata da un bel pezzo e quando ce ne accorgeremo sarà troppo tardi. Caro Monti le mie abitudini me le cambio da solo, per necessità, o se mi va di rimbiancare la casa, e non aspetto un professore che mi indichi la strada da percorrere se questa strada non la ritengo a me congeniale. Non mangio insalata se quello di fronte a me mangia la bistecca e mi dice che fa male. Sicuramente negli italiani c’è da cambiare qualcosa, partendo però dall’alto, da quelli come te che si permettono uno stipendio da 475 mila euro l’anno (AD di Equitalia per esempio), oppure capire come ha fatto la Margherita a farsi sottrarre una somma pari a 13 milioni d’euro, non tanto per il furto, ma per come faceva ad averli! Il governo precedente, deprecabile in tutte le sue componenti, aveva un leader un pò diverso e atipico, che forse scomodava tutti quei tecno-burocrati che ora inneggiano a Monti. Berlusconi era quell’imprenditore-politico che faceva le corna in una foto di gruppo, che chiamava abbronzato un uomo con la carnagione scura, ma forse non si faceva pilotare dai grandi gruppi perchè antagonisti del suo. Poi ci ha messo del suo e si è fatto sputtanare in lungo e in largo da una macchina che non è di sinistra, come suoleva dire, ma da una macchina che viene comprata a suon di milioni affinche il popolo resti cieco. Muto non importa perchè tanto e comunque qualsiasi cosa dica non verrà mai ascoltato. In questi giorni non solo la temperatura polare viene dall’est, ma anche nuove convinzioni e nuove prese di posizione (che nessuno ci dice) arrivano dall’est, ad iniziare dall’Ungheria che ha già detto che stamperà i denari in casa propria e la Grecia che si sta rivoltando proprio in queste ore. E se lo dicono gli Ungheresi che si sono liberati dal giogo comunista, è segno che forse anche questa nuova situazione non è troppo dissimile nei modi e negli usi di chi per decenni ha affamato il suo popolo.

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