BLOG : La voce di quasi tutti

«

»

Feb
04

Almeno una fidejussione di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


“Nel nostro primo Consiglio dei ministri delibereremo la restituzione dell’Imu. Le famiglie saranno rimborsate in contanti e per la prima volta sorrideranno ricevendo una lettera dal fisco”. Eccola qui la tanto attesa e sospirata proposta-shock di Silvio Berlusconi, annunciata a Milano con la stessa enfasi con cui il cardinale protodiacono annuncia dalla loggia di San Pietro l'”Habemus papam”. Alla presentazione del nuovo successore di Pietro, gioiosamente raccolta dentro il colonnato del Bernini, c’è da secoli sempre una folla plaudente e commossa. Raccolta nella vecchia sede della Fiera in via Gattamelata ieri mattina c’era invece una discreta schiera di fedeli (del Cavaliere, non del papa), tra i quali gli ex ministri Renato Brunetta e Paolo Romani, Daniela Santanchè, Daniele Capezzone e, ovviamente, il segretario personale di sua santità Silvio I, Angelino Alfano. Più il necessario concorso di claque per arrivare almeno a dodici, il numero canonico degli “apostoli”.
Ora, non ce ne voglia il Cavaliere, ma la comoda filosofia del “dovemo fa’ a fidasse” negli ultimi vent’anni, cioè da quando lui è sceso in campo, ha lasciato troppe ferite nel popolo italiano, la maggior parte delle quali stiamo ancora cercando a fatica di cicatrizzare.
Perciò, caro Cavaliere, se vuole sottoscrivere un nuovo patto con gli italiani (da Bruno Vespa o da chi preferisce lei), stavolta deve metterci in fondo una positilla (ben visibile, mi raccomando): una fidejussone che garantisca a tutti noi la sua promessa. Per spiegarci meglio: se il prossimo suo eventuale governo non fosse in grado di restituire i 4 miliardi di Imu già versati dagli italiani, quella cifra, se vuol essere onesto e credibile, la dovrà cacciare personalmente lei (o le sue società così generosamente beneficiate da oltre vent’anni dallo Stato). Ma secondo le regole e gli stretti tempi stabiliti dall’Europa. Non a “babbo morto”, come le consiglierebbero i suoi fedeli avvocati. Stesso discorso per l’Imu da cancellare (almeno altri 4 miliardi di euro): se non potrà togliere questa odiata tassa con i soldi di noi tutti, la dovrà togliere con i soldi suoi (facendo magari una colletta anche tra i “dodici” apostoli”). Guardi, di fronte a una sua fidejussione, potremmo arrivare a darle il voto anche noi, distanti anni luce dalle sue idee, ma pur proprietari di prima casa.
Altrimenti, caro Cavaliere, il suo nuovo contratto con gli italiani sarà, ancora una volta, solo e soltanto fumo negli occhi, barzellette e carta straccia.

Media 3.00 su 5
Share


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*