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Mar
15

Amara terra mia di Caterina Soffici

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Racconterò storie nude e crude di italiani a Londra. Realtà che dimostrano ciò che ho scritto in precedenza, ossia che molti italiani si vergognano di esserlo, senza disprezzare la loro patria o mancare di senso civico (che sicuramente dovremmo migliorare imparando da altri paesi), bensì per la totale assenza di fiducia e speranza che il nostro paese può garantire. Di italiani, qui a Londra, ne ho incontrati davvero molti. Le storie sono diverse, ma unite da un unico filo conduttore: l’Italia non c’è più. Ma non l’Italia del sole del mare della pizza. Quella ci sarà sempre e guai a chi la tocca. L’Italia dei sogni, delle speranze, delle ambizioni, dei progetti. L’Italia del futuro. Giulio ha 35 anni. Fa il giornalista da quindici. Giornalista di cronaca nera, per una famosa testata nazionale. Giulio si è da poco sposato. Vive insieme a sua moglie nelle Marche, nel paesino dove sono nati. Hanno un bimba di tre anni. Sono felici. Lui è un gran lavoratore, non gli pesa. Scrivere, raccontare, informare. È la sua passione. Da un giorno all’altro una lettera. Il suo stipendio, per lo stesso quantitativo di lavoro, verrà ridotto del 40 per cento. Giulio non capisce. Chiama in redazione. Poche spiegazioni, i soldi stanno finendo, la crisi si fa sentire. Giulio non ha parole, mette giù la cornetta. Riflette due secondi. Richiama e dice che dà le dimissioni. Quei soldi, per lui e la sua famiglia, non bastano. Anche la moglie, licenziata pochi mesi prima per gli stessi motivi da un’azienda di abbigliamento, è in cerca di lavoro. Accetterebbero di fare qualsiasi cosa. Giulio non pensa al suo ottimo curriculum, alle sue referenze, alla sua esperienza. Cerca lavoro in ristoranti. Nessuno però lo prende in considerazione. Stessa cosa per la moglie. La chiamano in una gioielleria per un colloquio. Le dicono che non ha esperienza. Qui la voce di Giulio nel raccontare diventa rapida e nervosa, a scatti. D’altronde che esperienza serve per lavorare in una gioielleria? Non esiste nemmeno una laurea in vendita di gioielli! Giulio così dice basta. Prende il biglietto per Londra e parte. Lascia la famiglia a casa. Da solo, in cerca di fortuna, all’estero. Giulio ora è a Londra da meno di un mese. Lavora come aiuto chef, quattro giorni e mezzo alla settimana. Guadagna 1300 sterline al mese (circa 1500 euro). A settembre moglie e bimba lo raggiungeranno. Ripartendo da zero e con tanta speranza. Perché qui, si può. Leonardo Calabretta

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