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Ott
10

« Amnistia e Indulto, che ci sia la gabole per il patonaza »

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al Colle è arrivato un messaggio, dopo la visita nei gulag italiani (alias carceri) delle condizioni disumane in cui versano detenuti e personale penitenziario ; molto stringato ma pieno d’interpretazioni : «Si valutino indulto e amnistia».
Si legge su Dagospia di Colin Ward :

SALVARNE TANTI PER SALVARNE UNO?
In Italia abbiamo quasi 65mila detenuti, contro i 47.615 previsti dalla legge. Vuol dire che 18mila sono “abusivi” e non è male per un sistema che dovrebbe curare il reinserimento delle persone nel circuito della sedicente legalità. Il sovraffollamento è problema noto, ma pochi sanno che un terzo dei detenuti è straniero e che i due quinti della popolazione carceraria sono in attesa di giudizio. Questi dati ci dicono due cose incontestabili: che in galera ci vanno i poveracci e che la giustizia non funziona […]

no_grazia


Ergo, il problema primario è quello dei due quinti che sono in attesa di giudizio, una mescolanza di reati che vanno da quelli di associazione a delinquere ai reati minori ; un idea amara ci fu data da un film magistralmente interpretato dal compianto Mario Sordi : “Detenuto in attesa di giudizio”.
Però, in questo momento storico molto particolare, in Italia vi è un #pregiudicato eccellente condannato in via definitiva, per il quale si stanno facendo contorsionismi interpretativi delle leggi in materia, al fine di lasciarlo sullo scranno con l’aurea di perseguitato.
Da più parti viene smentita tale ipotesi, ma viene in mente una celebre frase dell’Andreotti : “A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina” ; su questo messaggio, i vari giornali ci sguazzano dentro, fior fiore delle penne italiche a disquisire.
Ma forse, si perde di vista che siamo di fronte ad un “frodatore fiscale”, un personaggio che froda gli italiani per non pagare le tasse, per soprammercato frodare i suoi azionisti con bilanci farlocchi ; l’idea di pensare solo un istante che possa avere amnistia o indulto, e solo ributtante.
Vedremo se nel governo sapranno agire cum grano salis, però il dubbio rimane ; sempre di Colin Ward

E dove stanno i colletti bianchi sotto inchiesta? In Parlamento (una cinquantina), nei consigli regionali (centinaia), ai vertici di un sacco di grandi aziende e nell’azionariato dei principali giornali. Sarà bello, per tutti questi signori, portare a casa il risultato dell’impunità con la scusa delle “ragioni umanitarie” e scaricandone la merda politica sul solito Berlusconi “che si fa fare le leggi”. Leggi che poi non gli
funzionano, visto che è contornato di parassiti e incompetenti.
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1 commento

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  1. Campagnolo Silvano scrive:

    bella la vignetta…. peccato che andrebbero in galera circa 8 milioni di persone se venisse applicata ugualmente per tutti.

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