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Feb
12

Anche il Papa è un uomo di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Il messaggio più sereno e al tempo stesso più rivoluzionario che Benedetto XVI ha dato al mondo è questo: anche il papa, il successore dell’apostolo Pietro, il rappresentante di Cristo in Terra, è un uomo. Con le sue debolezze, le sue sofferenze, i suoi limiti. Alla notizia delle dimissioni di Benedetto XVI, passato il primo comprensibile e universale stupore, ci è venuta in mente una conversazione-intervista tra Eugenio Scalfari e il cardinale Carlo Maria Martini nel dicembre 2011. Un colloquio tra due persone divise in pratica solo dalla fede, ma profondamente unite oltre che da sincera amicizia anche dalla speranza di un mondo umanamente e cristianamente più giusto.
“Per me – disse Scalfari – Gesù è un uomo nato a Betlemme, dove i suoi genitori Giuseppe e Maria, che vivevano a Nazareth, si trovavano occasionalmente il giorno e la notte del parto. Per lei, eminenza, quel bambino è il figlio di Dio. Sembrerebbe che la differenza tra noi su questo punto sia dunque incolmabile. Eppure è proprio quel nome che ci unisce. Lei lo chiama Gesù Cristo, io lo chiamo Gesù di Nazareth; per lei è Dio che si è incarnato nel Figlio, per me è un uomo che ha creduto essere il Figlio e in quella convinzione ha vissuto gli ultimi tre anni della sua vita, gli anni della predicazione e poi della “passione” e del sacrificio. Ma la predicazione è appunto quel tratto della sua vita che ci unisce”. Rispose il cardinal Martini: “Il dubbio fa parte della nostra umana condizione, saremmo angeli se avessimo fugato per sempre il dubbio”.
E’ comprensibile che oggi ci sia qualcuno che, mettendo a confronto papa Ratzinger con papa Wojtyla – ovvero la sofferenza del male ancora appena accennata dell’uno con la sofferenza conclamata e drammaticamente esternata al mondo dell’altro – abbia la tentazione di dire (come qualcuno ha già detto) che Benedetto XVI abbia voluto, a differenza del suo predecessore, “scendere dalla croce”. Ma ci pare un giudizio ingiusto.
Appartenendo alla grande famiglia dei laici, condividiamo il commento alla notizia del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha parlato di “straordinario coraggio” del papa e di “totale rispetto” verso la sua scelta. Rispetto per la sofferenza interiore e coraggio per avere in pratica compiuto un atto sconvolgente che, abbattendo un millenario tabù, aiuta a proiettare la Chiesa verso il futuro. Quello dove Dio e l’Uomo si vengono incontro.

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