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Ott
05

Anche questa impapocchiata è ha fatta

ristorante_senato_prezzi

A


ncora una volta il Renzi, di riffa o di raffe, porta a casa il risultato per la riforma costituzionale ; Il Senato ha approvato l’articolo 2 del ddl Boschi, il cuore della riforma, che definisce la composizione del futuro Senato, i sì sono stati 160, i no 86, 1 si è astenuto.
Quindi, dopo innumerevoli discussioni, L’articolo 2 stabilirà che il prossimo Senato sarà composto da novantacinque senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali e da cinque senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica; a eleggere i futuri senatori saranno i Consigli regionali scegliendoli tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i sindaci dei Comuni dei rispettivi territori.
Chiarendo, in perfetto politichese, che i Consigli Regionali relativamente ai “senatori-consiglieri”, saranno in conformità alle scelte espresse dagli elettori per i candidati consiglieri in occasione delle elezioni regionali secondo le modalità che saranno stabilite dalla nuova legge elettorale, incorso di lavoro per vararla.
Ovviamente, essendo una nuova forma di poltronificio, i seggi saranno ripartiti tra le Regioni in proporzione alla loro popolazione, per accontentare tutti, nessuna Regione potrà avere meno di due senatori.
Allora l’attuale Senato della Repubblica è composto da 315 senatori eletti dal popolo, di cui sei sono eletti nella circoscrizione estero, poi ci sono i senatori a vita nominati dal Presidente della Repubblica; ad oggi per un totale di 320.
La riforma è partita dall’approvazione dell’articolo 1 che regola le funzioni del Senato: “
(Il nuovo Senato) rappresenta le istituzioni territoriali. Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione, nonché all’esercizio delle funzioni di raccordo tra lo Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica e tra questi ultimi e l’Unione europea. Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione europea. Concorre alla valutazione delle politiche pubbliche e dell’attività delle pubbliche amministrazioni, alla verifica dell’attuazione delle leggi dello Stato nonché all’espressione dei pareri sulle nomine di competenza del Governo nei casi previsti dalla legge”.
Con l’approvazione dell’articolo 2, che riguarda la composizione del nuovo Senato e le modalità di elezioni dei senatori, ha fatto la quadratura del cerchio, il nuovo senato sarà di 95 senatori rappresentativi delle istituzioni territoriali più 5 senatori che possono essere nominati dal Presidente della Repubblica, punto e accapo.
Però sorge spontanea una domanda, vista la riforma, avremo solo 100 poltrone, ergo 220 ex senatori dovranno essere messi da qualche parte garantendogli le stesse munifiche prebende e non per ultimo il loro riservatissimo ristorante; mica li possono mandare a cercarsi una lavoro sic et simpliciter, oppure ? ah saperlo.



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