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Lug
04

« Apatia italica »

S


i commentava sugli avvenimenti in Egitto, della grande forza che questo popolo vuole una reale democrazia, dopo aver vissuti per decenni sotto la dittatura di Mubarak, ritrovarsi con lo spettro dell’islamismo radicale.
Tra i vari scambi, nei quali si citava anche lo popolo italico, un commento di una chiarezza estrema dell’amico Gianni Q. che scriveva : “ il popolo italiano non si ribellerà mai a niente, è pronto ad ubbidire al primo che capita da sempre, è nella sua storia”.
In effetti dalla caduta del fascismo, abbiamo avuto quello che si definisce la I Repubblica, naufragata miseramente con l’operazione giudiziaria “mani pulite” ; per poi cadere nella II Repubblica che resterà nella storia per le sue malefatte e le sue storie postribolari.
Non esiste quel nerbo italico, di scendere in piazza per la reputazione del paese, ma in particolar modo un “Parlamento pulito” ; avere nelle istituzioni delle persone degne, senza ombre giudiziarie.
Al massimo qualche adunata sindacale, una passeggiata in piazza per qualche adunata politica ; non esiste una persona che abbia saputo dare un modo spontaneo di fare una “piazza Tahir”, solo per fini personali ; il cancro che ci si porta dietro da un ventennio.
Altrove ci sono state le varie primavere, non per fare il disfattista, ma da noi siamo all’era glaciale, tutto congelato nell’apatia generalizzata ; un indifferenza ormai patologica nei confronti delle istituzioni e di chi le rappresenta.
Quel che è peggio, che ancora si credono alle fanfaluche preelettorali dei partiti, liste o movimenti, come se fosse oro colato, nell’illusione che qualcosa cambi; dimentichi che i primi a cambiare devono essere proprio loro.

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