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Nov
11

Aperta la caccia ai soliti ignoti di via del Nazareno di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Il cosiddetto patto del Nazareno ci ha sempre insospettito. Puzzava e puzza ancora di bruciato quella mano tesa dal comandante Matteo, chissà perché, a uno dei principali artefici dell’ultimo disastroso ventennio italiano. La “tresca” non ci piaceva e non ci piace, e ci rallegra ora l’idea che quel patto scellerato possa finalmente “scricchiolare”. Ma, per quanto sospettosi fossimo, mai avremmo pensato che quel famigerato incontro nella sede del Pd con il Cavaliere potesse addirittura suscitare un “tintinnar di manette”. Mai avremmo pensato che i faccia a faccia tra il presidente del Consiglio e il suo alleato-avversario dovessero interessare nientemeno che i magistrati.

Ma il nostro, si sa, è un paese di commedianti e il “teatrino” della politica è sempre aperto. Così è andata in scena l’ennesima pagliacciata, firmata stavolta dal deputato pentastellato Andrea Colletti, il quale ha presentato un esposto-denuncia alla Procura di Roma “per accertare esistenza e contenuto del Patto del Nazareno fra Renzi e Berlusconi”, nel timore che “sia stato effettivamente preordinato a pilotare illegittimamente le riforme in atto nel Paese e a decidere chi nominare come futuro inquilino del Colle”.

Ora, poiché nel nostro sistema giudiziario vige l’assurdo principio dell’obbligatorietà dell’azione penale, i giudici si sono visti costretti ad aprire un fascicolo, come s’usa dire, “contro ignoti”. E di conseguenza è partita un’inchiesta che, anche se finirà, come immaginiamo sia ovvio, in una bolla di sapone, costerà tempo, lavoro e denaro. Che non pagherà quel mattacchione del deputato Colletti, ma i contribuenti italiani. Del resto, che cosa ti puoi aspettare da chi ha scelto come leader un capocomico?

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