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Set
15

Apologia di reato di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA

Il regolamento parla chiaro, ha affermato il presidente del Senato, Pietro Grasso: quando si decide su una persona si deve procedere con voto segreto. E’ la corretta risposta istituzionale di un uomo abituato a far rispettare le leggi, sia quando piacciono, sia quando non piacciono. Resta tuttavia significativa la levata di scudi degli esponenti del Pdl contro la proposta del M5S, condivisa dal Pd, di procedere con voto palese quando l’aula sarà chiamata a decidere della decadenza o meno di Silvio Berlusconi da senatore. Ciò vuol dire che nel Pdl si sta coltivando la speranza che possa dare buoni frutti la “campagna acquisti” di consensi al rigetto della richiesta di applicazione della legge Severino.

Tuttavia, comunque vadano le cose, nessuno potrà cancellare la disgustosa prova di assoluto disprezzo verso le leggi, verso il proprio ruolo istituzionale, e verso tutti i cittadini messa in mostra dai ministri e dal parlamentari del Pdl che hanno ripetutamente annunciato, e continuano ad annunciare, di aver rimesso il loro mandato – perché ne faccia l’uso che crede – nelle mani di un uomo che è stato condannato, in tre gradi di giudizio, per frode allo Stato, e che è stato condannato in primo grado ed è in attesa di giudizio per reati altrettanto infamanti. A costoro dovrebbe essere comminata una pena ancora maggiore di quella di cui è destinatario l’uomo che hanno scelto come guida politica e morale. Nel codice si chiama apologia di reato.

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