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Nov
09

ARCELORMITTAL NON TORNA INDIETRO, MENTRE IL GOVERNO È DIVISO


Il ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli ha riferito di fronte alla Camera sul caso Ilva. In questa sede ha comunicato ai deputati che i proprietari di Ilva hanno ammesso al governo di non essere in grado “di rispettare il piano industriale e occupazionale” concordato e che non torneranno sui loro passi anche se l’immunità dovesse essere ripristinata. Secondo il titolare del Mise, inoltre, la proprietà non avrebbe appoggio legale per la rescissione del contratto, in quanto l’offerta presentata da ArcelorMittal non era in alcun modo condizionata a un’estensione della cosiddetta immunità penale fino al 2023. Infine, il ministro ha invocato l’unità politica di fronte all’emergenza che coinvolge Taranto, e non solo.
La realtà è che la maggioranza è parecchio divisa sul tema. Da un lato, il M5S è del tutto contrario alla re-introduzione dello scudo penale fino al 2023 per i reati ambientali, eliminato proprio da un emendamento della grillina Barbara Lezzi. Dall’altro, invece, il Pd non ha del tutto escluso l’ipotesi: “Chi inquina paga ma chi deve attuare un piano ambientale non può rispondere penalmente su responsabilità pregresse e non sue” ha fatto sapere Nicola Zingaretti. Italia Viva, infine, sembra d’accordo. Intanto ieri pomeriggio Conte ha convocato un vertice coi sindacati e si è recato al Quirinale per informare il Presidente dell’andamento delle trattative.

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