« Stralcetti sul Di Pietro-gate »

Ormai se ne leggono di tutti i colori , giusto qualche assaggino..

Pensieri gasparriani
(Apcom) - Continua ad attaccare Di Pietro Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, definendo "farsesca" la scelta fatta dal figlio del leader Idv di lasciare il partito, un modo per "tenersi la poltrona". "Mentre continua la paresi di Travaglio sulle tribolazioni della famiglia Di Pietro, che il noto moralista ignora o giustifica - scrive in una nota il senatore della maggioranza - continua anche la fuga di Di Pietro. Dove e quando accetta il confronto pubblico? Teme più le intercettazioni del figlio o le pagelle sue? Farsesca poi la via di finta uscita scelta: mi tengo le poltrone e esco dal partito. Che tanto è una specie di feudo di papà". "La famiglia Di Pietro è nota per la sua particolare concezione della morale pubblica. I Di Pietro - rincara Gasparri - non avranno tregua: quando e da chi il babbo ha saputo che Mautone era indagato e le sue telefonate con il figlio erano state intercettate? Chiunque ha notizie e coraggio si faccia avanti. Ma noi - conclude - una verità pensiamo di conoscerla. Quando finirà di scappare la diremo anche a Di Pietro".

 

Pensieri mastelliani
(Adnkronos) - "Sono un cattolico, alimentato dalla fede. Sono per il perdono. Questo però non mi impedisce di pensare che le dimissioni di Cristiano Di Pietro dall'Italia dei Valori, ma non da consigliere, siano di un'ipocrisia incredibile, politica e morale. Sai che dolore dimettersi dall'Idv... Io mi sono dimesso da ministro!". E' lo sfogo di Clemente Mastella in un'intervista a 'Repubblica' che ricorda quanto accaduto un anno fa' e fa un paragone con la vicenda che ora vede coinvolto il figlio di Di Pietro. "Per i miei non ci fu analogo rispetto, furono umiliati, sbattuti sui giornali. Nessuno li difese. Di Pietro attacco' pregiudizialmente mia moglie, esprimendo un giudizio morale sulla mia famiglia", incalza Mastella e aggiunge sull'ex-pm e su suo figlio Cristiano: "Ipocrisia, dicevo: la stessa del padre che grida 'Usciamo dalle giunte campane' e poi esce solo da Napoli città".

 

Pensieri bossiani
(Agi) - "Di Pietro si muove bene, un piccolo  partito, solo facendosi vedere, cresce in forza e in voti.  Certo, dato che e' costretto ad attaccare sempre, delle volte  Di Pietro esagera. Pero, e' anche preparato: conosce la  magistratura, sa quel che e' necessario dire e sa quali tasti  toccare per farsi capire". Lo afferma il leader della Lega,  Umberto Bossi, in un'intervista sul Corriere della Sera. A proposito dell'inchiesta napoletana su Romeo e sulle  dimissioni del figlio di Di Pietro, Bossi aggiunge: "La prima  cosa che mi e' venuta in mente e' la grande sofferenza che deve  aver provato quell'uomo li'" riferendosi all'ex pm. "Uno passa  la vita a costruirsi una faccia - osserva - e poi... mai, io  credo, si sarebbe aspettato che il casino gli sarebbe scoppiato  in casa, per un figlio".

« Le comiche grillesche »

Dopo il flop delle firme per i tre referendum, la casetta dagli gnomi luganesi in caso che arrivasse il regime e gli oscurasse il blog, adesso un ulteriore boutade che ha fatto ridere non pochi nel mondo della rete.

Un bell’articolo di Paola Setti per "Il Giornale"

“E adesso bisogna immaginarsi un omino che, acquattato dentro a Google, distribuisce bacchettate sulle mani a tutti quelli che digitano «Beppe Grillo». La denuncia è di quelle che tanto piacciono al Savonarola genovese e al suo popolo: «La censura è viva e lotta contro di noi» avverte dal suo blog l'inventore del V-Day. Dice che se digiti il suo nome sul motore di ricerca più cliccato del mondo, prima di lui escono Beppe Severgnini, Beppe Scienza, Beppe Quintale, Beppe Bigazzi, e insomma giù giù fino alla zeta ma lui no, non c'è verso, non c'è. Immediato l'invito ai fedelissimi: protestate, intasate la posta elettronica press@google.com, perché «credo che i dirigenti di Google Italia abbiano avuto un suggerimento», da chi è inutile chiederlo, ché si sa, in Italia ci sono la P2 e il regime, anzi, c'è il regime della P2 e pure il Veltrusconi, insomma sarà mica difficile trovare un colpevole. Grillo ha il tono affranto. «Belin», lamenta, «perché Quintale sì e io no?». Che poi, chi è questo Beppe Quintale che si permette di superare il Beppe Nazionale sul web? Un comico come lui, anzi un pochino meno, visto che ha lavorato per Rai e Mediaset mentre lui, Grillo, in tv per colpa della censura non ci mette piede da anni e anche nei palazzetti inizia ad avere grane, «i sindaci me li vietano, come avviene a Pavia, in quanto persona non gradita». Fai la prova e non è vero, clicchi Beppe Grillo e trovi dieci pagine tutte sue, ma tant'è. Certifica Ugo sul blog: «Da qualche tempo su Google c'è un "aiutante", nel senso che man mano che scrivi la parola da ricercare nell'apposito riquadro, subito sotto appaiono una decina di risultati che ti possono aiutare a velocizzare la ricerca. Se scrivo "b" compaiono dei risultati (in base a non so quale oscuro criterio) che vanno da Belen Rodriguez a Banca Intesa a Babbo Natale; se scrivo" be" appaiono fra gli altri Berlusconi e Benetton. Se scrivi "Beppe G": rimangono solo Beppe Gambetta e Beppe Gabbiani (?). Fine della storia. Stesso risultato per" Grillo"». Epperò, segnala Ugo, i dirigenti di Google si son dimenticati di applicare la censura alla rete internazionale, che teste, così se clicchi «bep» su «google. com in english» «magicamente in prima posizione troneggia inamovibile BeppeGrillo». Possibile? Così, viene in mente che il Grillo parlante l'ultima volta che ha dato notizie di sé l'ha fatto dalla Svizzera, Lugano per l'esattezza: «Ho comprato un appartamento lì perché se mi oscurano il blog sono pronto a ripartire con beppegrillo.ch o beppegrillo.eu. Mi sono scelto un angolino tranquillo e sicuro, è anche un posto carino». I suoi non avevano proprio gradito, «se mi oscurano, la compri anche a me la casa in Svizzera? », chiedeva uno dei fedelissimi. A parte Ugo ieri nessuno si è iscritto alla crociata anti Google, ma lo stesso alle 11.32 del mattino, 13 ore dopo il post di denuncia, Grillo poteva scrivere: «Google ha corretto la censura, grazie alle vostre e-mail». Sarà. “

Come comico è insuperabile, e ci credono ancora in tanti….