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Feb
12

ARMARE O NON ARMARE?

selina_martinello-framed


Oggi nelle mie riflessioni finanziare, immersa nelle mie letture ho avuto l’ennesima conferma, che la “geostrategia” è donna.
La mia adorata Angela Merkel sta cercando la chiave di volta che apra la porta del paradiso Dantesco, cercando di saltare il castigo dell’inferno e la pena del purgatorio. Ovvero riscrivere in un’accezione guerrafondaia l’atto terzo scena prima del dubbio Amletico: armare o non armare questo è il dilemma.
“Se sia più nobile nella mente soffrire i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna o prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre loro fine?” Ah Shakespeare se tu fossi qui chissà come riscriveresti nuove tragedie.
La Russia di Putin arma i ribelli nell’Est del paese, e la White House di Barack Obama vuole mettere Kiev nella condizione di difendersi. Molto democratici gli americani. Sempre molto democratici. La Polonia e le Repubbliche Baltiche esultano, il resto d’Europa no. Il resto d’Europa però è, soprattutto, Berlino.
Povera Angela tra tre fuochi: tenere unita l’Europa, dare sostegno all’Ucraina, tenere l’amicizia con Putin.
Come riuscire a trovare un equilibrio tra questi tre elementi? Le Donne, ah le Donne, amano continuamente mettere carne al fuoco convinte di poter controllare la brace.
E con questo pensiero è volata a Washington.
E Barack l’ha accolta a braccia aperte, nella sua stanza ovale. Di cosa avranno parlato? Dei diritti umani violati in Ucraina, ovviamente. Forse avranno accennato alle Guerre Mondiali che hanno riscritto i confini, forse avranno accennato alla guerra Fredda. Dietro a tutta la formalità diplomatica e dietro ai diritti violati, però, c’è la paura di Barack. Una paura giurassica. L’America non può permettersi che la Russia di Putin torni ad espandersi inglobando al suo interno Kiev. E questo Angela lo sa e lo sa oltre ogni ragionevole dubbio. Ed è proprio per questo, che ha deciso di assumere un ruolo di primo piano anche contro il sentimento popolare tedesco, che vorrebbe una Germania come unica forza egemone che controllasse l’intero continente, senza dare troppo nell’occhio. Io cautamente ottimista. La diplomazia deve trovare una soluzione

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