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Gen
03

Arrampicatori di specchi


Mi riesce difficile scrivere post ottimistici sul nostro futuro. Mi riesce veramente difficile vedere sbocchi positivi sia in città che nel resto dell’Italia. Oramai l’approssimazione e la corsa all’arraffare tutto e tutti è diventata quasi una consuetudine e quello più pulito ha la rogna. Ci ho provato in tutti modi a farmi piacere qualcosa in questo desolato panorama politico, ma non ci riesco. Qualche esempio: 130 euro (260.000 lire) per il pieno di gasolio alla mia macchina (un modesto monovolume del 1999), aumento del suolo pubblico da 16€ a 80€ (per le ditte che lavorano con margini sempre più risicati), aumento della mensa scolastica, più prelievi in busta paga e così via. Giusto ieri ho assistito ad una conversazione tra un dottore e un dirigente di una grossa ditta in città, attivista anche di un noto movimento politico. Il dottore, un ragazzo sotto i 30 anni ma con una fulgida carriera, diventato da poco padre, sottolineava in maniera piuttosto sobria, di come prima andasse tutto male col Cavaliere ed ora tutte rose e fiori, sottolineando di come la grossa pressione economica possa veramente fare male all’economia, evitando critiche ad personam ma solamente al sistema. Non solo, ma da professionista affermato, quindi sulla carta un pò più agiato economicamente, pensava più a chi stava peggio di lui, al ceto medio, a quel grosso serbatoio di persone al quale il governo si è rivolto, dimenticandosi che oltre una certa soglia di reddito i danni saranno minimi (chi aveva i soldi prima li avrà anche dopo). L’altro, il dirigente (forse più per accosti politici che per meriti personali) sosteneva a spada tratta l’azione del nuovo governo, sottolineando di come questi provvedimenti saranno alla base del futuro dei nostri figli, ovvero ci ringrazieranno. Ora, evitando tutta una serie di discorsi e considerazioni storiche su come i figli non hanno mai ringraziato i genitori, se non per motivi personali, mi domando il perché questo arrampicarsi di continuo sugli specchi per giustificare una classe politica morta cerebralmente da un decennio. Il fallimento è sotto gli occhi di tutti da destra a sinistra e sarebbe da persone consapevoli far vedere il pollice verso ai lor signori anche se si è militato in quei partiti che oggi non hanno più il senso di esistere se non per una mera sopravvivenza economica (per loro). Caro funzionario, dirigente dal capello fluente e dalla giacca firmata, il futuro di mio figlio parte già da adesso, dalla vita di domattina, dalle scadenze dei bollettini, dal non poterlo portare (forse) a sciare quest’anno, a elemosinare (si ho scritto elemosinare) vestiti agli amici dei loro figli che non indossano più, a portarlo meno al cinema e così via. Caro dirigente, il tuo partito ha clamorosamente fallito come hanno fallito tutti gli altri partiti compresi quelli dei moralizzatori e di chi l’aveva più duro di tutti. Io ho già le pezze al culo (scusa il francesismo) e sai quanto interesserà a mio figlio della grande recessione del 2011 – 2012? Che poi, caro il mio dirigente, la recessione è imposta proprio dalla politica e non da una situazione veramente contingente come nel 1929 o nel dopoguerra. Esiste una difficoltà economica, superabile o no, ma non certamente aumentando di dismisura le tasse che vanno a colpire il ceto medio, numericamente superiore, quando si potrebbe veramente iniziare a dare una sforbiciata decisa ai costi reali della politica. Il buco nero che ci circonda non è solo creato dal sistema italia, dalla politica e i suoi costi, ma da un sistema farragginoso e clientelare che ci ha portato fino a qui. Guardati intorno: di tutte le cose predicate bene dal tuo partito non ne funziona una e la Toscana dovrebbe essere al primo posto. Rifarti la verginità con un governo di tecnici non ti esimerà ad essere responsabile del futuro dei tuoi figli a meno che, proprio grazie al sistema italia, tu non li abbia già piazzati in strutture ad hoc. Forse è per questo che sei ottimista. Ma io no! Non ho la facoltà di arrampicarmi sugli specchi perché il mio futuro è già domani, oggi pomeriggio, tra 5 minuti e la mia famiglia vuole risposte e non previsioni. Una macchina per durare nel tempo ha bisogno di interventi programmati a corto termine. Se non faccio la manutenzione ordinaria cambiando l’olio e le gomme ad esempio, la potrò usare per i prossimi 5 per poi dover effettuare una grossa riparazione o peggio cambiarla. Manutendola ogni giorno con piccole spese la potrò portare avanti anche per 20 anni. Ma forse, dall’alto della tua stanza e sotto la tua fluente chioma, questi concetti sono troppo difficili da comprendere, troppo impegnato a prevedere di giocare una partita che non giocherai: MAI!!!!!

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