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Giu
15

Arzate in piedi Roma


Arzate in piedi, lotta, nun t’arenne,
nun dalla vinta a chi te ride in faccia
a chi co’ prepotenza tutto prenne,
che usa la violenza, che minaccia.

Arzate e ferma chi je vo fa’ male
a ‘sta città da anni addormentata,
quella masnada infame e criminale
che pare senza freno, scatenata,
da Ostia alla Magliana, dar Pigneto,
da San Basilio, dalla Romanina,
pe’ ariva’ ar centro, che te pare quieto,
ma dove la canaja più assassina
a botte de mijoni riciclati
tutti i mejo locali s’è comprati.

Arzate in piedi e pure se sei nudo
difendi come fossi tu il suo scudo
chi ha detto “NO!!!” e che rischia la sua vita
e quella de chi c’ha più caro ar mondo,
pe’ n’essese piegata ed asservita
ad un bojaccia trucido ed immondo.
Pe’ ave’ difeso senza mai arretra’
Ostia, che è casa sua, co’ dignità.
Ma è pure casa de chi muto e imbelle
ha ritirato giù le tapparelle
e che la lassa sola, sotto scacco,
e resta a trema’ ar buio, da vijacco.

Arzate in piedi Roma, nun t’arenne,
dimostra a tutti come sai difenne
l’eredità infinita de bellezza
che chi t’ha preceduto t’ha lassato.
Arzate e fa’ vede’ che sei all’altezza
de’ quello che la Storia ha tramandato,
dell’onestà de Bruto e Cincinnato
der nome sacro che t’è stato dato.

Arzate e fallo vede a tutti quanti
che quanno semo uniti e semo tanti
potemo sfonna’ i muri che hanno eretto
a fa’ da baluardo e parapetto
a quelle ville enormi da cafoni
coi rubinetti d’oro e i macchinoni.

Attenti zozzi infami delinquenti,
difesi da legioni d’avvocati,
protetti da corrotti e da potenti,
che se ve sete fino a mo salvati
è solo perché er popolo è diviso
e nun s’azzarda ad arza’ l’occhi e er viso.

Ma ariverà quer giorno che la gente
se stancherà d’ave’ sempre paura.
Quer giorno nun ve salverà più niente,
lurida feccia immonda, spazzatura.

Ariverà quer giorno de letizia
che senza freno, come un fiume in piena,
la Verità, la Legge e la Giustizia,
assieme rialzeranno su la schiena.

Pe’ chi ha creduto sarà Primavera
e farà festa in strada quella sera.
Pe’ voi canaje invece sarà Inverno
o, mejo ancora, fiamme foco e Inferno.



Federica è stata tradita. Dalla sua Ostia.

Federica ha messo in gioco la sua vita e quella dei suoi cari per non cedere al ricatto di violenza e intimidazione delle luride cosche che infestano il litorale di Roma. Federica non ha ceduto allo sconforto e in questi duri anni ha continuato a fare il suo mestiere di Giornalista con la “G” maiuscola, vittima di calunnie e infamità messe insieme da gente senza vergogna e senza scrupoli che è stata spalleggiata e sostenuta da politici locali e nazionali disonesti o in malafede.

Nell’aula dove pochi giorni fa si svolgeva il processo d’appello nei confronti di chi deve rispondere di associazione a delinquere di stampo mafioso, di chi l’ha minacciata e costretta a vivere da anni sotto scorta, Federica si è voltata: alle sue spalle non c’era nessuno.
Nessuna delle vittime delle estorsioni e delle violenze, nessuna delle associazioni di cittadini e commercianti del territorio, nessuno dei tanti che per farsi belli con gli amici di facebook le scrivono messaggi di solidarietà sui social.
NESSUNO!

Ostia si è arresa alla paura? Forse.

Stasera saremo in tanti sotto casa sua alle 18.30. Per una passeggiata, per dire a Federica che non è sola e che non lo sarà mai più, per farlo capire anche a chi ha reso irrespirabile l’aria di quel quartiere.

Non basta.
Federica ci indica un sentiero molto ripido, che quasi nessuno ha il coraggio di percorrere. Si può starle accanto in altri modi. La parola chiave è “Legalità”, come diceva ieri Don Ciotti ad una scolaresca:
“Molti in Italia hanno scelto la legalità malleabile e sostenibile. Rispettano le regole solo quando gli conviene. La Legalità è un prerequisito per raggiungere il nostro obiettivo: la Giustizia”.

Ecco. Anche se non si possiede il coraggio di Federica, si può fare comunque la propria parte: pretendendo da se stessi e da chi ci circonda il rispetto della legge. Anche di quella apparentemente più insignificante, come non sporcare il marciapiede e pretendere che nessuno lo sporchi, anche a costo di prendere una parolaccia o un cazzotto se lo facciamo notare a qualcuno che se lo dimentica o lo ignora del tutto.
La “Tolleranza Zero” nei confronti di ogni forma di illegalità in cui ci imbattiamo, la tutela degli spazi comuni, il diventare dei “cacacazzi” a difesa di quello che è di tutti, dei nostri e degli altrui diritti, questo deve essere l’obiettivo. Impedire a noi stessi di voltare la testa dall’altra parte di fronte all’inciviltà e alla prepotenza, diventando sentinelle e fari di Legalità. Costa fatica, ma che bello.

Non occorre essere eroi per poter camminare accanto a Federica e non farla sentire sola.
Intanto, chi può, stasera faccia un salto a Ostia, a via Forgiarini alle 18.30. I dettagli li trovate qui:
Io ci sarò
Andrea (Marazico)

#amanodisarmata #federicaangeli

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