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Nov
05

Assenteismo e protezioni di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Non ha avuto molta evidenza sui giornali nazionali la notizia che Il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca (Pd) ha licenziato per giusta causa due dipendenti comunali (che indicheremo con le sole iniziali): uno, U.A., assegnato al settore impianti e manutenzioni, per essersi assentato ingiustificatamente dal servizio per 26 giorni lavorativi; l’altro, M. P., assegnato al settore servizi demografici, per essersi assentato ingiustificatamente dal servizio per 14 giorni lavorativi. Molta più evidenza ha avuto un’altra notizia analoga, sia perché proveniente dal “laborioso nord”, Bergamo, sia perché a fornirla è stata la Guardia di Finanza con tanto di filmato annesso e perciò diffusa dai telegiornali: quella del dentista che risultava laboriosamente impegnato ad operare in ospedale mentre era spasmodicamente impegnato a giocare su un campo da tennis.
Addirittura in sordina è passato il comunicato di un sindacato che, alla notizia dei due licenziamenti di Salerno, ha gridato con indignazione alla instaurazione di comportamenti “degni di uno stato di polizia”. Ancora oggi, cioè, esistono sindacati che ritengono loro diritto, anzi dovere, difendere il lavoratore a tutti i costi, anche in casi come questi, anche a scapito, cioè, di tutti coloro che effettivamente lavorano e di coloro che il lavoro non ce l’hanno. E purtroppo esistono giudici che la pensano nello stesso modo.
Perciò riteniamo che sia da sottoscrivere ciò che ha dichiarato il sindaco di Salerno dando notizia dei due licenziamenti: «In un paese nel quale è molto difficile licenziare anche i ladri conclamati, a Salerno abbiamo deciso il licenziamento di due assenteisti. Per rispetto di chi il lavoro non ce l’ha e per riaffermare la legge dei diritti e dei doveri, al di là di ogni liturgia pseudo-sindacale. È una delle tante immagini contraddittorie dell’Italia. Drammi sociali, precarietà, fabbriche che chiudono, e poi parassiti a tutto campo».
PS – Per ulteriore informazione dei lettori aggiungiamo che la normativa in materia di assenteismo nella pubblica amministrazione è sufficientemente garantista: il dipendente che non si reca al lavoro, infatti, è obbligato a comunicare, entro le 9 del mattino, il motivo dell’assenza; ha poi tre giorni di tempo per consegnare l’eventuale certificato medico o altra certificazione che accerti il motivo dell’assenza, quale ad esempio un lutto o altri problemi familiari. Se non vi sono motivi di salute, né familiari, è possibile richiedere un permesso straordinario, oppure uno o più giorni di ferie. Fuori da questi casi le assenze sono da considerarsi ingiustificate.

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