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Apr
15

« Bari & Corviale prove tecniche di campagna elettorale»

V


isto che il governo non s’ha da fare per l’ego smisurato ed egocentrico dell’illuminato, i berluscones sotto le mentite spoglie di “larghe intese”, cercano di rifare quanto sperimentato con il governo tecnico che fallì miseramente perché come disse Montanelli il patonza non ha idee ma solo interessi.
Allora, nel preparare le schermaglie per l’elezione del futuro inquilino del Colle, hanno cominciato a scendere nelle piazze il Pd ed il Pdl, ma ad onor del vero con dei distinguo sostanziali nella forma e nella sostanza. largheintese A Corviale, si è respirata un aria da vecchia sezione del Pci, discorsi diretti senza panegirici in politichese ; idee di come poter risolvere questa situazione finita nel guano per il disinteresse o meglio l’interesse di pochi.
Il Bersani, ha ritrovato ancora una volta la sua schiettezza e sincerità, nel saper andare al cuore degli elettori, benché nel Pd s’aggirino pochi manipoli di tafazzisti incalliti a fare i bastian contrari ; ma questo purtroppo servirà solo per capire di chi sono le responsabilità.
Il Pdl a Bari, con una scenografia degna dei migliori set di Mediaset, ci ha regalato una massa di gente in tripudio ma con il dubbio di aver saputo occultare bene le claque nei posti strategici, per non essere viste da telecamere indiscrete.
Quanto ai proclami ed esternazioni, sono le stesse che propina da buon televenditore dal lontano 1994, qualche aggiornamento dovuto ai tempi, ma la sostanza è sempre la stessa ; dimostrando ancora una volta che è lui il padre padrone del partito, il resto sono peones al suo servizio.
Di certo tra i due schieramenti, il primo grande confronto sarà per l’elezione del capo dello stato, un nome gradito per entrambi, ma in particolar modo non ostile a B per poter scapolare i vari processi in corso ; ma ha quanto pare ci sono i grillini a rovinare la festa con le loro quirinarie ; sarà di certo un scontro tra interessi variegati ma non certo quelli del paese.
Nel mentre l’illuminato ci regala sempre delle perle della sua onniscienza, in perfetto stile del latinista Lotito, titolava : “Dum Romae consulitur, Saguntum expugnatur”, per i comuni mortali non adepti il significato è : “mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata (Tito Livio, Storie, XXI, 7, 1)”.
Mentre dai rostri, per restare nel latinismo, declamava : «Mentre a Roma si discute di poltrone l’Italia brucia. Il balletto dei partiti per non decidere nulla e mantenere posizioni di privilegio e impunità decennali continua, imperterrito, senza vergogna».
La rete subito ha fatto eco nell’esternare qualche dissenso, su Twitter Andrea Sarubbi : “.@beppe_grillo, 23.3: “Pd e Pdl si accorderanno, spero non si torni al voto”. Grillo, oggi: “Per disinnescarci pensano al voto”; classico stile patonziano.
Mentre su Facebook un comment vetriolesco di Rossi Ferrini Riccardo : «Grillo grida cialtroni ai partiti, senza pensare che il primo cialtrone e’ lui che, invece di far la guerra da dentro il sistema, ha scelto di farlo sui blog, cosi’ non avrà mai responsabilità di niente e potrà continuare a vomitare critiche a tutt e tutti. E poi, cialtroni a chi? al PDL perché’ è stato respinto da Bersani? Sono due i responsabili, Napolitano e Bersani. gli stessi iscritti del PD lo dicono. Grillo sei un pagliaccio, tu lo dici a tutti, io lo dico a te. Tu sei ineleggibile, tu sei inascoltabile, tu sei una sceneggiata con due gambe. Ma ti finirà il bonus »
Questa situazione politica mi ricorda una vecchia canzone di Antoine : “ se sei brutto e ti tirano le pietre sei bello e ti tirano le pietre. … ” ; almeno si smuoverà l’edilizia.

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