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Ott
22

Bomba d’acqua


Uno dei tanti temi affrontati in questo blog riguardava il bacino del fiume Arno e di come sia stato fatto poco dopo i tragici fatti del Novembre del 1966 e successive isolate alluvioni. Ieri dopo la bomba d’acqua sulla città si sono verificati i soliti allagamenti che hanno mietuto (per fortuna) solo vittime meccaniche (auto e motorini) più garage e cantine inutilizzabili. Mentre le nostre amministrazioni erano e sono impegnate a progettare e costruire veri e propri orridi (non di Botri), nessuno si è mai preso la briga di mettere in sicurezza il nostro fiume, tanto che ogni tre per due si verificano regolari allagamenti. Questo è dovuto, nel caso fosse sfuggito a Palazzo Vecchio, che la nostra piccola piana dov’è situata la nostra città è una piana storicamente alluvionale, che poggia su di un terreno argilloso e varie falde acquifere. Se volete informarvi di più sulla questione potete cliccare qui e leggere più dettagliatamente di cosa stiamo parlando. La cosa buffa di tutto questo, dato che stiamo parlando della struttura della città, delle fondamenta che la sorreggono, del sistema che ci permette di vivere senza dover emigrare, sembra che non interessi a nessuno. Si pensa ai mobili ma non alla casa. I fenomeni eccezionali dovrebbero essere variabili non previste, ma non un copioso scroscio d’acqua ad inginocchiare una città. Firenze quando piove si riempie d’acqua e questo è un dato di fatto e conclamato oramai da diversi anni. Io non so se bisogna aspettare la catastrofe per rendersi conto della nostra fragilità sotto questo aspetto. Nessuno può prevedere eventi catastrofici ma sicuramente possiamo cercare di prevenirli e arginarli.

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