«

»

Apr
14

boom … di Francesco Briganti

dallarete01


Ai tempi di Orazio Nelson e di Napoleone la marina militare inglese e quella francese, ma presumo ogni marina, erano considerate una scuola di vita e così, si avviavano i propri figli, sin da piccoli, a quella carriera imbarcandoli su navi da guerra: in funzione dell’estrazione sociale i ragazzi studiavano da ufficiali o da marinai. Imparavano un mestiere, imparavano a vivere, conoscevano sè stessi e gli altri:
diventavano UOMINI o perivano.
Ai tempi dei Berlusconi dei Renzi, dei Salvini e dei Di Maio, delle escort dichiarate e/o ministre, la politica funge da refugium peccatorum, ha sostituito per la gran parte l’esercito e/o l’arma dei carabinieri e svolge il ruolo di ricettacolo dei più furbi e dei più tra i nullafacenti, gli arrivisti, le maggiorate, gli scansafatiche e chi più ne ha più ne metta, riuscendo a raggiungere una saturazione degna del peggior carcere italiano.
E’ qualunquistico fare questa affermazione, perché naturalmente ci sono le eccezioni rappresentate dalle persone per bene ed idealiste, ma quando si pensi che questo stato di “idealismo e perbenismo “ (consentitemi l’ossimorica accoppiata)” durano l’esatto spazio temporale dell’ingresso alla camera e/o al senato, converrete con me che la suddetta affermazione scivola lentamente dal qualunquismo al realismo.
Sulle navi si imparava a conoscere i venti, a seguire una rotta, ad essere sinergici con i compagni di viaggio, a perseguire un obiettivo comune; in politica si disimpara tutto ciò e si impara ad ingegnarsi per il proprio tornaconto, a fottere il prossimo e quindi l’arte del doppiogiochismo e del tradimento, della menzogna reiterata e sfacciata, della prevaricazione, del nepotismo giungendo fino alle più profonde bassezze, manca l’abigeato solo perché non fanno entrare le pecore, ma solo i porci, in nome di un millantato “BENE DEL PAESE” dove per PAESE si intendono due parole volgari ma rispondenti al vero che sono :
“ CA__I MIEI!”.
Come più volte espresso e la BIBBIA ne è la madre, C’E’ UN TEMPO PER OGNI COSA (Ecclesiaste 3), ed evidentemente questi sono i tempi della sofferenza, sono i tempi in cui si mettono sotto esame gli ultimi ed i poveri di spirito per vedere se sono degni del regno dei cieli; per riuscire a capire se possono essere in grado di sostituire i ricchi che non riescono a passare dalla cruna dell’ago.
Ma nel Vangelo del Cristo c’è anche scritto “ aiutati che Dio ti aiuta” e “non tenterai il Signore Dio tuo”.
Di questi tempi gli italiani ULTIMI, DISEREDATI, POVERI DI SPIRITO sembrano invece disattendere entrambe queste affermazioni, NON SI AIUTANO e con la loro ignavia TENTANO IL LORO DIO IL QUALE, e mi risulta da fonte diretta …, sta perdendo la pazienza e, forse, li spingerà ancora più a fondo nel baratro delle ignominie da sopportare.
Oggi è venerdì e, per grazia di un dio spiritoso, domani è sabato, i fascisti ne avevano fatto un giorno di riposo, gli ebrei si astengono dal lavorare, i politici si apprestano a riunioni conviviali per fondare nuove entità, rafforzare le vecchie, distruggere quelle degli altri, Berlusconi si prepara per il solito festino, Brunetta prova un paio di scarpe con tacchi più spessi mentre gli altri, TUTTI GLI ALTRI, a ciascuno il suo, si allenano ad essere sempre più mediocri onde vincere il premio da assegnare ai più stronzi alle prossime più viciniori occasioni.
Nel mondo soffiano venti di tempesta con i “ grandi della storia “, alias i più stronzi prodotti ortofrutticoli del genere umano: Trump e Putin e solo per citare i primi due, ad aver capito che se si vuole uscire davvero da una crisi economica epocale, occorre sfoltire in maniera seria quel novero infinito di bocche da sfamare che popolano questo mondo e distruggerne la gran parte, stanno recitando le battute finali di quel copione scritto molto tempo fa, non da loro ma da quel dio che avendo promesso: “ … mai più un diluvio d’acque … “ si sta adesso prodigando per renderne agli uomini uno di fuoco atomico davvero risolvente.
Ed allora eccoci alle navi da guerra ed ai figli degli uomini; questi ultimi stanchi di morire in numeri sparsi un po’ qui ed un po’ là per il mondo, si stanno finalmente e stancamente rassegnando ad essere bersaglio generalizzato di un futuro sempre più aleatorio ed a non aver un presente possibile in nome di quell’altro dio denaro che i loro padri hanno servito e venerato nella stolta convinzione che esso avrebbe risposto benevolmente alle loro blasfemiche preghiere.
E quindi, lastricati i nostri pavimenti di una coperta di ceci inginocchiamoci pentiti figli di a chiedere perdono gli uni agli altri giacché se questi venti di uragano busseranno alle nostre finestre non con il vero Dio bisognerà prendersela, ma …
soltanto con la nostra, propria, immensa stronzagine!.

Media 3.00 su 5


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*