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Dic
02

C’era una volta la politica


“L’uomo confonde il consenso che ovviamente ha e che lo legittima a governare con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia: magistratura, Corte dei conti, Cassazione, capo dello Stato, Parlamento. Siccome è eletto dal popolo…”.
Questa premessa si direbbe espressa da qualcuno dell’opposizione, che traccia il quadro attuale della politica odierna e del Presidente del Consiglio, invece no è un banalissimo fuori onda di esternazioni del Presidente della Camera Fini.
Una volta c’era il riserbo istituzionale e i fatti venivano discussi de visu, adesso si sceglie le luci della ribalta per farsi vedere e sentire, nello stesso tempo esternare nei meriti politici ; decisamente una perdita d’immagine e d’etica.
Ancor più , parlando con il procuratore della Repubblica Nicola Trifuoggi, seduto accanto a lui, del Berlusconi pensa che : “confonde il consenso popolare che ovviamente ha e che lo legittima a governare, con una sorta di immunità nei confronti di qualsiasi altra autorità di garanzia e di controllo”.
A quanto pare i panni sporchi si lavano in piazza… ; se tale è il suo pensiero come cofondatore del Pdl, qualcosa si sta maturando per le idi berlusconiane, non sembra certo ch’esista armonia di pensiero e d’intenti, basti pensare alla battuta del Montezemolo, pronunciata alla presentazione di Telethon: “Fini è il presidente della Camera, per il momento… “; questo la dice tutta.
A ciò s’aggiunge il pensiero bossiano : “Gianfranco Fini? ‘Un ex fascista ora amico della sinistra, Silvio Berlusconi? ‘Lo controlliamo bene. Senza i voti della Lega va a casa” ; quindi nel Pdl regna un profondo marasma interno di correnti che si preparano ad un dopo quanto mai certo.
Però in effetti qualcosa di buono in quei concetti c’è, quello che nessuno è al disopra le istituzioni, ma deve esserne ossequioso ai suoi principi, dando come Presidente del Consiglio l’esempio morale e civile a tutti gli italiani.
Ma forse questa è un’altra storia, adesso vediamo come va a finire la berlusconeide.

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