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Mar
29

« Cambiamento del porcellum ? »


Tra i vari proclami,sobri, che c’arrivano dall’Asia, nella nostra Italietta si sono riuniti i magnifici tre per metter mano alla legge elettorale ; dalla porcata calderoliana a qualcosa di meno indecente.
Ma di buone intenzioni è lastricato il mare, il pateracchio da mettere su quella boiata è decisamente un pannicello caldo su si una pustola purulenta, ma non solo ma sembra artatamente in atto un sistema di ripartizione di ripartirne del potere partitico peggio del precedente. Causticamente Di Pietro sintetizza : “Con questa legge elettorale si dice al cittadino tu vota per me, vota per il mio programma, però dopo le elezioni quale governo, quale programma e quale coalizione ce lo scegliamo noi”.
Praticamente dai nominati, passiamo al fare come meglio ci aggrada e con chi più ci piace, il voto è giusto il contentino al popolo bue per far finta che scelga qualcosa ; ma resta nelle mani politiche della ‘casta’ il potere insindacabile di decidere come vuole.
Detta in parole povere, interpretando il politichese, la bozza avrebbe in previsione : –
– la riduzione del numero dei parlamentari: da 630 a 500 i deputati, da 316 a 250 i senatori,
– la revisione dell’età per l’elettorato attivo e passivo,
– il rafforzamento dell’esecutivo e dei poteri del premier in Parlamento,
– l’avvio del superamento del bicameralismo perfetto,
Il tutto sulla falsariga del modello “tedesco bipolarizzato”, va a capire il perché, adducendo a sostegno che verrebbe la restituzione ai cittadini del potere di scelta dei parlamentari nei collegi, senza un ritorno alle preferenze, si varebbe un sistema non più fondato sull’obbligo di coalizione.
Poi in aggiunta una soglia di sbarramento e il diritto di tribuna per i cespuglietti, praticamente dalla platea in piccionaia, e tanto per non sbagliarsi l’indicazione del candidato premier ; sarà ma questa non mi sembra la strada per fare una vera riforma alla legge elettorale.
Ha ben ragione Arturo Parisi ha sottolineare che : “E’ un imbroglio perché i sottoscrittori dell’accordo, quelli che sembrano voler camminare d’amore e d’accordo insieme non si rendono conto che stanno intraprendendo un viaggio all’indietro. I cittadini non ricordano il punto da cui eravamo partiti, ovvero una partitocrazia dove i capi facevano e disfacevano i governo ogni dieci mesi regalandoci quell’instabilità che diventata una caratteristica italiana e soprattutto quel debito pubblico che oggi stiamo cercando di sanare”.
Come suol dirsi il peggio non è mai morto dalla legge porcata alla legge raffazzonata, con magno gaudio dell’Idv e della Lega, spianando la strada all’astensione ed aumentare ancor più il disinteresse per questa politica fatta da questi politici.

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