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Mar
26

« Cari tecnici mi sa tanto che state toppando »


La settimana scorsa è stata un ‘de bello art.18’, una guerra di trincea tra sindacati, parti sociali e governo con l’aggiunta dei moniti dal Colle ; dopo una bella chiacchierata, il testo della riforma del lavoro è stato varato giovedì dal Consiglio dei ministri, col sigillo non si tocca. Ma il bello della storia, che a quanto si legge, che hanno discusso di una materia senza avere un testo davanti, non solo non si sono posti i problemi di copertura ; erroraccio che ha il decreto liberalizzazioni decisamente annacquato e diluito per accontentare un po’ tutti.
Fatto sta, che il fallimento del precedente governo assommandosi alla crisi internazionale, ha portato il paese all’orlo del disastro con il famigerato ‘spread’ diventato un incubo per l’economia italiana , come è prassi inveterata dalla notte dei tempi i primi ad essere spremuti sono i soliti noti.
Dipendenti e pensionati vengono tartassati su tutti i fronti, il ceto medio si può considerare ormai evaporato, la folla di disoccupati e cassaintegrati lievita giorno dopo giorno, la povertà italica da strisciante è diventata galoppante.
Eppure a questi “salvatori della Patria”, era stata concessa fiducia visto che non erano alla greppia politica, ma dopo qualche premessa, ci si è dovuto ricredere, per il semplice fatto che hanno fatto promesse da marinaio, come navigati politici, su quello che avevano detto di fare.
Tant’è il taglio ai costi della politica un grande presa in giro , vendita delle frequenze tv messa da parte per non perdere la benevolenza del Pdl, il Dl anticorruzione messo in qualche cassetto per evidenti motivi che leggiamo quotidianamente dei vari furbetti presi ‘col sorcio in bocca’.
Visto che, l’aumento del costo dei carburanti oltre l’aumento dell’Iva non gli basta, altra spremuta sull’Iva per far precipitare i consumi ormai ridotti ai minimi termini ; ormai i cittadini sono decisamente sbertucciati ma in maniera sobria.
Quello che era un consenso plateale scende costantemente, da quel che si legge è sceso al 44%, per il semplici fatto che i sacrifici non hanno rispetto quel concetto tanto sbandierato dell’equità.
Con la scusa di “decenni di mali da rimediare”, come dichiarato al Forum di Confcommercio a Cernobbio da Monti, ed il messaggio sottile che : “L’opera sarebbe meno impervia se si fosse incominciato più di un anno fa, se si fosse riconosciuto che l’Italia aveva una urgenza anziché negarlo” ; non giustifica certo la sua passività a spuntare le unghie rapaci alla casta.
Tant’è che la toppa è proprio quella di aver fatto credere che ci sarebbe stato “più crescita e minori tasse”, da quel che si vede crescita sottozero tasse alla stelle ; proprio vero il peggio non è mai morto, sembra essere tornati ai tempi del televenditore ma sobriamente.

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