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Set
13

Cavernicoli di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


La nomina di Giuliano Amato a giudice costituzionale ha scatenato la scomposta reazione di Matteo Salvini, nominato vicesegretario della Lega Nord evidentemente per compensare il vuoto lasciato dall’icona del dito medio del senatùr. Ecco come si esprime il Salvini: “Il signor Napolitano, che non è il mio presidente, ha appena nominato un volto nuovo, un giovane in gamba, come giudice della Corte Costituzionale: Giuliano Amato, quello del prelievo dai conti correnti degli italiani, quello dei 30mila euro di pensioni al mese. Basta! Schifo! Si deve lottare”.
Il prelievo di cui parla Salvini fu effettuato da Amato nel 1992 quando era presidente del Consiglio, ma non per metterselo lui in tasca, bensì per farlo confluire nelle casse di uno Stato prosciugate dagli sprechi. Comprensibilmente irritò tutti gli italiani, ma alla fine quel provvedimento si rivelò necessario e giusto per uscire dall’emergenza.
Quanto alla storia delle due pensioni, Amato ha precisato più volte che una l’ha devoluto in beneficenza indicandone il destinatario.
Ma il leghista non è solo: è stato accompagnato e sopravanzato dai grillini Sibilia (“Spero che il posizionamento di cotanta personalità alla presidenza della Consulta non sia definitivo salvacondotto per il pregiudicato Berlusconi che magari riuscirà a portare alla Consulta la questione di costituzionalità della legge Severino) e Di Battista (“Vogliono farci vergognare di essere italiani ma non ci riusciranno”).
Ormai l’agone politico italiano è diventato una giungla, frequentato da uomini delle caverne.

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